Palazzo dei Normanni
Giurano i nuovi assessori, l'opposizione esplode: «Schifani scappa e non spiega i motivi del rimpasto»
Attacchi dei deputati al governatore che lascia l'aula subito dopo il giuramento. La Vardera: «Governatore coniglio politico». Albano: «Tutti i partiti hanno qualche neo»
Il presidente Renato Schifani lascia l'aula subito dopo il giuramento dei nuovi assessori Marcello Caruso ed Elisa Ingala e la "ripescata" Nuccia Albano. E l'Aula esplode, tra accuse e critiche durissime. Un vero e proprio processo al governatore che ha deciso di non ascoltare gli interventi dei parlamentari, ma anche nel merito di un rimpasto. A cominciare dal deputato Pd Antonello Cracolici: "Schifani - ha detto - non ha mai spiegato le ragioni delle crisi da lui innescata con due assessori che non avevano addebiti personali", poi il presidente dell'Antimafia regionale ha punto il governatore: "Aveva detto di essere un parlamentarista, invece è il meno parlamentarista della storia. Ha scarso rispetto per quest'aula e per la sua stessa maggioranza". E infine, uno sguardo al futuro: "Una ricandidatura di Schifani sarebbe un danno per la Sicilia".
Anche più duri i toni usati da Ismaele La Vardera, che ha apostrofato Schifani dandogli del "coniglio politico". Il leader di Controcorrente ha poi puntato il dito contro la "doppia morale del presidente che tiene ancora in giunta Elvira Amata, mentre il cambio alla Salute è solo la dimostrazione del fallimento in quel settore". E sulla questione morale è intervenuto anche Luigi Sunseri del M5S: "Quando Schifani ha cacciato gli assessori della Dc, Cuffaro era ancora libero, ora che la riaccoglie, invece, Cuffaro è ai domiciliari. Nel frattempo, caccia un'assessora come Daniela Faraoni che andava a parlare a casa di Cuffaro di concorsi, ma tiene Amata al Turismo, come mai? Forse spera in questo modo che Fratelli d'Italia gli garantirà la ricandidatura".
E toni critici sono arrivati anche da Sud chiama Nord, soprattutto sulla nomina in sanità: "Caruso - ha detto Giuseppe Lombardo - esordisce nel modo più inappropriato: non può dire che il primo punto all'ordine del giorno, nel suo nuovo incarico, sono le liste d'attesa, a meno che non dobbiamo concludere che chi l'ha preceduto non ha fatto nulla. Ma le nomine di chi è arrivato prima di Caruso erano diretta emanazione di Schifani che tiene in mano la delega. La soluzione di questa crisi lascia morti e feriti e non sarà facile arrivare a fine legislatura".
Caruso scelta condivisa
A difesa del governo e del governatore sono intervenuti diversi deputati, da Serafina Marchetta a Salvo Tomarchio, da Santo Primavera al mancato assessore Dc Ignazio Abbate, fino al capogruppo di Forza Italia, Stefano Pellegrino che aveva impiegato circa 20 ore per partorire il comunicato di "benvenuto" ai nuovi assessori: "Oggi mi sarei aspettato un momento diverso, invece assistiamo alle solite critiche e alle solite contestazioni. Ma l'azione di governo - ha aggiunto - va avanti con efficacia ed efficienza. La nomina di Caruso è una scelta politica condivisa che riconosce l'operato di chi ben coadiuvato il presidente e rappresentato il partito. Una scelta condivisa anche con i quadri nazionali".
"Accettando questo incarico - ha commentato il neo assessore Caruso - bisogna essere consapevoli di rispondere soprattutto alla gente e non alla politica. "Bisogna far funzionare le realtà ospedaliere, ma ci sono tanti dossier aperti - ha aggiunto - dal Pnrr alle case e ospedali di comunità, fino alle liste d'attesa". Per Caruso "le fibrillazioni all’interno di una maggioranza e di un Parlamento sono normali ma abbiamo il dovere di portare il nostro lavoro a compimento. Mi auguro ci sia senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche".

Albano: "Anche gli altri partiti hanno dei nei"
Per Nuccia Albano, rientrata all'assessorato alla Famiglia, "la Dc è stata investita da un ciclone ma per fortuna la magistratura, pian pianino, si è resa conto che moltissime cose non stavano in piedi. Tutti i partiti hanno qualche neo, noi siamo stati vittimizzati e non capisco il motivo, ma la politica ha delle dinamiche particolari che accettiamo".
Infine, l'altra new entry Elisa Ingala, alle Autonomie locali: "Il mio mandato - ha detto - è ispirato a un obiettivo, fare del bene per il territorio, essere vicina alle esigenze di comuni, province e città metropolitana. Mi ritrovo nei valori del Mpa - ha detto - conosco da anni Raffaele Lombardo, ma ho accettato la nomina in qualità di tecnico".
