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7 maggio 2026 - Aggiornato alle 00:21
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l’intervista

La sfida del neo commissario Minardo: «Così Forza Italia guiderà la Regione anche nel 2027»

«Né “tutore” né “liquidatore” Schifani governa bene, lo aiuteremo a fare meglio». Le parole del deputato ragusano scelto per guidare il partito in questa fase di transizione

07 Maggio 2026, 00:13

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La sfida del neo commissario Minardo: «Così Forza Italia guiderà la Regione anche nel 2027»

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Onorevole Minardo, ma chi gliel’ha fatto fare?

«Questa domanda si presta a due sfumature d’interpretazione».

In che senso?

«Se dovessi risponderle alla lettera, le direi che ho accettato con orgoglio la nomina a commissario di Forza Italia in Sicilia, voluta da Antonio Tajani. Ma è chiaro che il tono della sua domanda è ironico. Ebbene, il senso della risposta non cambia. Tajani, nel solco di Silvio Berlusconi, ha sempre avuto una grande attenzione per la Sicilia e per Forza Italia nell’Isola, consapevole del valore strategico che questa terra rappresenta per il nostro partito e per l’intero centrodestra. La sua presenza costante e il suo sostegno per noi sono un punto di riferimento».

Il commissario, però, di solito arriva perché c’è qualcosa non va.

«Vorrei essere chiaro: il commissariamento non è un’esautorazione né un segnale contro qualcuno, ma uno stimolo e un’assunzione di responsabilità. È questo lo spirito con il quale il segretario nazionale, che ringrazio, mi ha chiesto di occuparmi del partito in Sicilia».

Schifani l’ha lodata per il suo esordio da commissario nei giorni convulsi del rimpasto. Ci racconta com’è andata davvero?

«Il completamento della giunta era necessario e non più rinviabile. Col presidente Schifani, di cui ho apprezzato autorevolezza e determinazione, s’è ritenuto prioritario chiudere una fase che si trascinava da troppo tempo, evitando anche cambi di deleghe che sarebbero stati controproducenti. L’obiettivo era restituire piena operatività al governo: siamo lieti di averlo raggiunto».

Come ha trovato la squadra siciliana di Forza Italia?

«Abbiamo una squadra da Serie A: sui territori, all’Ars, a Roma e a Bruxelles. E c’è un gruppo di giovani straordinario che deve essere valorizzato. Sto incontrando tutti nel più breve tempo possibile per un primo approfondimento, ma le nostre riunioni diventeranno una regola. Come ogni buona squadra, abbiamo bisogno di fare più “spogliatoio”. È quando ci si parla faccia a faccia che si superano le difficoltà, non certo leggendole sui giornali, con tutto il rispetto per il vostro lavoro».

Non le sembra di minimizzare? Il rinvio del congresso regionale e la sua nomina sono legati a un partito in preda alle faide interne.

«Francamente questa narrazione non mi convince. Io parlo con tutti e c’è ampia condivisione sul percorso da fare. Certo, in un grande partito come il nostro è normale che ci siano punti di vista differenti, ma devono essere sempre improntati alla massima franchezza e trasparenza, con l’obiettivo di raggiungere rapidamente una giusta sintesi».

La scelta di Caruso, ex segretario particolare di Schifani, assessore alla Salute è «una giusta sintesi»?

«Marcello Caruso ha oggi la responsabilità di guidare un assessorato delicatissimo in una fase complessa. Ho sempre auspicato meno politica nella sanità siciliana, ma nel caso dell’assessore alla Salute, che è un organo di indirizzo politico, credo sia naturale e anche preferibile avere un politico. Sono certo che saremo tutti al suo fianco per dare risposte concrete ai siciliani».

Nei suoi primi passi s’è mosso quasi da “tutore” di Schifani. Sarà anche il suo “liquidatore”?

«Non sono l’uno né sarò l’altro».

Il 2027 è alle porte. Ma c’è è convinto che in Sicilia si voterà prima. Qual è il piano di Forza Italia per le prossime Regionali?

«Penso che nessuno di questi temi oggi sia la priorità né l’interesse principale dei siciliani. Il presidente Schifani e il suo governo stanno lavorando bene e lo dimostrano tutti gli indicatori economici. Il compito della coalizione e dei nostri deputati regionali è supportare questo lavoro e proporre tutto ciò che può essere utile a raggiungere gli obiettivi».

Non ha risposto alla domanda.

«Nel 2027 si tornerà al voto, ma manca ancora tempo e oggi sarebbe un errore distrarsi dalle priorità reali dei siciliani. Adesso conta governare bene e consolidare i risultati raggiunti. Sapremo farlo con serietà e responsabilità e sono convinto che i siciliani confermeranno la loro fiducia: la Sicilia continuerà a essere guidata da Forza Italia».