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Definizione agevolata dei crediti comunali a Ragusa, Caruso chiede chiarimenti
La consigliera comunale ha presentato una interrogazione affinché si faccia luce su un aspetto importante. Ecco quale
La “definizione agevolata” dei crediti comunali torna al centro del confronto politico-amministrativo. La consigliera comunale Rossana Caruso ha depositato un’interrogazione per dirimere le incertezze applicative del provvedimento approvato dal Consiglio, una misura attesa dai contribuenti ma oggi avvolta da un’area grigia che rischia di generare confusione, disparità di trattamento e rallentamenti operativi negli uffici.
Il regolamento varato dall’Aula prevede l’azzeramento di sanzioni e interessi per i crediti maturati fino al 31 dicembre 2025. Tuttavia, l’articolo 2, dedicato all’oggetto dell’agevolazione, fa riferimento ai “debiti” in termini generici, senza chiarire se rientrino anche quelli già oggetto di precedenti rateizzazioni o definizioni agevolate.
Un nodo che, secondo Caruso, non può essere lasciato all’interpretazione, anche perché il testo non esclude in modo esplicito le rateazioni in corso. A corroborare questa lettura interviene quanto dichiarato dal sindaco Peppe Cassì nel corso della seduta del 29 aprile: il primo cittadino ha sostenuto che chi ha una dilazione attiva potrebbe sospenderla e aderire alla nuova definizione, richiamando una norma nazionale alla quale i Comuni sarebbero tenuti ad uniformarsi.
Un’impostazione che, per la consigliera, appare coerente con il regolamento approvato ma necessita di essere cristallizzata con indicazioni ufficiali.
“Desidero però precisare, senza alcuna volontà polemica – spiega la consigliera – che nel momento in cui ho votato favorevolmente il regolamento ho interpretato il termine ‘debiti’ nel suo significato più ampio, comprendendo anche le posizioni già oggetto di rateizzazione, così come riportato nell’articolo 2 dello stesso regolamento, che non prevede alcuna distinzione o esclusione esplicita in merito”.
Caruso avverte inoltre che un’eventuale esclusione delle rateizzazioni già attive produrrebbe una evidente disparità di trattamento, penalizzando proprio quei contribuenti che, negli anni, si sono impegnati per regolarizzare la propria posizione. Una scelta che rischierebbe di minare la fiducia nei confronti dell’Ente e di creare ulteriori difficoltà a famiglie e imprese.
A oggi, però, non risultano comunicazioni ufficiali da parte dell’Amministrazione né indicazioni operative rivolte agli uffici. Una mancanza che alimenta incertezza e interpretazioni divergenti, con il rischio di bloccare o rallentare l’applicazione della misura.
Da qui le richieste indirizzate al sindaco e all’assessore al Bilancio: chiarire se le rateizzazioni e le rottamazioni già in essere rientrino nella definizione agevolata; specificare se i contribuenti possano sospendere i piani sottoscritti per optare per il nuovo strumento; indicare quale sia la norma nazionale richiamata e in che modo si coordini con il regolamento comunale; e, infine, se l’Amministrazione intenda emanare una comunicazione formale per assicurare uniformità di trattamento e trasparenza.
La consigliera sollecita che l’interrogazione sia discussa oralmente nei tempi previsti dal regolamento, affinché la città ottenga risposte rapide e certe su un provvedimento che interessa centinaia di contribuenti e che necessita di essere applicato senza ambiguità.