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la polemica

"Rissa" verbale tra i ministri Giuli e Salvini: «Stai poco al ministero». E Meloni li zittisce

Scontro a distanza tra il titolare della Cultura e il leader del Carroccio a colpi di dichiarazioni al veleno. La lite finisce nel gruppo WhatsApp dell'Esecutivo

08 Maggio 2026, 20:20

20:30

"Rissa" verbale tra i ministri Giuli e Salvini: «Stai poco al ministero». E Meloni li zittisce

Sale ulteriormente la tensione all’interno dell’esecutivo. A una settimana dallo scontro in Consiglio dei ministri sul tema delle sovrintendenze, si riaccende il confronto tra il leader della Lega, Matteo Salvini, e il ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Teatro del nuovo capitolo di questa “guerra fredda” istituzionale è la Biennale d’Arte di Venezia.

Tutto nasce da una stoccata del vicepremier sull’assenza di Giuli alla rassegna lagunare: «gli assenti hanno sempre torto». La replica del titolare del Collegio Romano è arrivata a stretto giro, dai microfoni di Sky TG24, con toni affilati: «Quando ho visto quel post l’ho frainteso e ho pensato: è Salvini che fa autocritica. Dopodiché ho capito che non era un’autocritica sul fatto che sta poco al suo ministero».

La controffensiva ha irritato i ranghi del Carroccio e spinto Salvini a una mossa inusuale per i protocolli istituzionali: il leader leghista ha incollato il lancio d’agenzia con le parole di Giuli nella chat WhatsApp del Consiglio dei ministri, accompagnandolo con un laconico «ma…». Uno scambio così irrituale ha sorpreso vari esponenti della maggioranza e, secondo indiscrezioni, avrebbe provocato la forte irritazione della premier Giorgia Meloni.

Giunto alla Biennale, Salvini ha provato a stemperare i toni davanti alle telecamere, senza però arretrare sulla questione: «Il ministro Giuli non viene alla Biennale Arte? Io non commento i colleghi ministri, ognuno fa quello che ritiene». La visita del vicepremier in Laguna ha toccato anche un altro tema sensibile, la polemica sul padiglione russo. Su questo punto è stato netto: «Io rispetto la sensibilità degli altri, mi aspetto che gli altri rispettino la mia. Qua più che mandare ispezioni, verificare se è stata rispettata la legge, che è stata rispettata, basta».

Soffermandosi infine sulla guerra in Ucraina, il ministro delle Infrastrutture ha chiarito la propria posizione: «Io non ho un’ammirazione» per la Russia, ribadendo la necessità di fare il possibile per fermare un conflitto in corso da quattro anni e distinguendo con fermezza tra aggressore e aggredito, che considera «le basi». E ha lanciato un monito sulla linea occidentale: «Spero di non andare avanti per altri quattro anni con sanzioni, boicottaggi, polemiche, perché non ne guadagna nessuno».