Politici
Giuseppe Conte e la paura per un tumore: "Ho temuto il peggio, ora la sfida al governo"
Il leader del M5S operato d'urgenza, torna a parlare di tempi politici comprese le critiche verso gli Usa e la bocciatura della riforma elettorale
«Ho subìto l’asportazione d’urgenza di una neoplasia. L’intervento è stato delicato, ma è andato molto bene ed è stato risolutivo. Ho temuto il peggio, ma grazie a Dio ora sto bene».
Lo afferma il leader del M5s Giuseppe Conte in un’intervista al Corriere della sera, ricordando di aver dovuto annullare diversi appuntamenti in tutta Italia e «saltare anche il Primo Maggio» a causa dell’intervento e sottolineando di aver apprezzato la solidarietà «da tantissimi colleghi dell’opposizione ma anche del governo e del mondo dell’informazione», oltre «alla mia comunità politica».
Quanto al governo Meloni Conte commenta: «Mi sembra che la fase sia sempre la stessa, la fase zero. Zero virgola del Pil, zero riforme in quattro anni, zero aiuti sulla benzina che è tornata a salire, zero misure per gli stipendi, zero tagli delle tasse e pressione fiscale record, zero sostegni alle imprese nonostante il tracollo della produzione industriale».
Sul fronte dei rapporti con gli Usa, per Conte, «Trump si sta indebolendo». I suoi «attacchi insensati e inaccettabili contro il Papa lo allontanano dal mondo cattolico e non solo» ma il «nostro governo si sveglia tardi da questo incantesimo verso Washington».
Sulla riforma della legge elettorale aggiunge: «Nessuna ambiguità, è una riforma da bocciare», dice, perché «per noi sono fondamentali le preferenze, mentre questo premio abnorme non va, distorce la rappresentatività».
Parlando della missione della Flotilla, Conte sostiene che «il nostro governo non trova la dignità di tutelare neppure i nostri connazionali contro questi atti di pirateria internazionale. Resta una politica anti italiana, contro i nostri interessi e i nostri valori».
Infine, per Conte le primarie «possono essere un’ottima soluzione proprio per scongiurare derive leaderistiche. Quanto a me, ci sono e decideremo insieme alla mia comunità».