Scandali
Galeotto il post con Brigantony e la politica litiga sulla contentezza
La battuta di FdI sulle compensazioni Eni per gli spettacoli estivi accende con il sindaco una disputa che intreccia Gela agli scandali a Caltanissetta e alla Regione
A Gela la politica ha scoperto un nuovo genere letterario: il realismo magico delle compensazioni Eni. Fondi che nascono per riequilibrare un territorio dai danni dell’inquinamento industriale e finiscono, almeno nel racconto dell’opposizione, a evocare lo spettro di una cover band di Brigantony finanziata con soldi pubblici. Chiaro il gioco allusivo attorno al nome del cantante catanese. L'antefatto è la decisione dell'amministrazione comunale, a fronte del dissesto finanziario, di usare 1 milione e 200 mila euro delle compensazioni in tre anni per gli spettacoli estivi. È bastata questa battuta allusiva su Brigantony per scatenare a colpi di post sui social un sabato di fuoco, con Fratelli d’Italia che lancia l’allarme sul “bancomat della propaganda estiva” e il sindaco Terenziano Di Stefano che risponde parlando di “nemici della contentezza”. La politica insomma ha trasformato Gela in un laboratorio filosofico sulla felicità.
Un post, una replica, una controreplica e un’intera comunità che legge chiedendosi se davvero il problema siano gli eventi o la gestione delle compensazioni. Il sindaco rivendica due anni di lavoro per riportare il Comune alla normalità e accusa l’opposizione di distrarre l’opinione pubblica con ironie fuori luogo. Fratelli d’Italia ribatte che "è curioso vedere un primo cittadino dedicare un pomeriggio intero a una battuta, invece di rispondere nel merito". E nel merito - dicono - la domanda resta: come vengono usati quei fondi straordinari.
In mezzo, si affaccia la politica regionale, che entra ed esce dalla scena come un personaggio secondario ma non tanto. Il sindaco richiama il caso delle 75 assunzioni lampo al Cefpas, perché quando si parla di legalità e trasparenza è difficile ignorare ciò che accade a Caltanissetta con la firma del centrodestra. Lavoro per i parenti e gli amici. E sotto sotto fa riferimento agli scandali dei politici regionali proprio per gli spettacoli. Insomma: da quale pulpito viene la predica! L’opposizione, invece, insiste sul fatto che non è contraria agli eventi, ma a chi li gestisce. È un rimbalzo continuo tra Gela e il capoluogo, tra accuse incrociate e richiami alla responsabilità istituzionale, mentre i cittadini restano in attesa di risposte su sanità, porto, archeologia, agricoltura e dighe: i temi veri, quelli che non si risolvono con un post.
Il risultato è un quadro che racconta più di quanto sembri. Da un lato un’amministrazione che rivendica serietà e un percorso di risalita dal baratro; dall’altro un’opposizione che usa l’ironia come lente per mettere in discussione la gestione delle risorse. In mezzo, una città che continua a oscillare tra diffidenza e voglia di normalità, tra la promessa di una stagione di eventi e il timore che tutto si riduca al solito polverone dietro il quale c’è il nulla. La verità è che lo spettacolo c'è già ed è la politica ad offrirlo gratis. Ogni discussione diventa un caso, ogni replica un capitolo, ogni compensazione un simbolo. La contentezza, qui, non è un obiettivo politico, ma un campo di battaglia. Per ora virtuale, la prossima settimana reale, con la seduta monotematica richiesta dall'opposizione per smascherare i "brigan..toni della contentezza".