veleni elettorali
Minacce a Ismaele La Vardera, bufera a Ribera: il giallo del commento social
Una frase infelice scritta sotto un post scatena la tempesta. L'autore del commento prova a gettare acqua sul fuoco spiegando il senso delle proprie parole, ma il clima tra le fazioni resta rovente a due settimane dal voto
La campagna elettorale fa salire la tensione a Ribera. E ancora una volta il terreno di scontro è quello dei social. Tutto parte da una denuncia (per ora su Facebook) avanzata dal deputato di Controcorrente Ismaele La Vardera per un commento sotto un suo post ad opera del padre di una candidata al Consiglio comunale che milita nella lista del candidato sindaco Carmelo Pace. La frase («sei da buttare, menomale che esci con la scorta») aveva per lo stesso parlamentare uno scopo intimidatorio, tanto che ha già annunciato che sarà presentata denuncia: «Da questo momento, ad ogni minaccia pubblicherò la vostra faccia con nome e cognome, per ribadire una cosa: non mi fate paura – scrive -. La cosa gravissima è che questo signore ha candidato la figlia nelle liste dell’on. Carmelo Pace, attuale capogruppo del partito di Cuffaro che mi auguro possa prendere le distanze da questo tizio. Gentile M., sappia che presenterò denuncia perché lei e non solo lei, sappia che questo social non è il posto in cui si può dire ciò che si vuole senza assumersi le responsabilità. Darò in beneficenza ad una associazione di Ribera il ricavato della causa civile che perderà. All’odio e alle minacce noi rispondiamo con l’amore.
La Vardera, che nella «Città delle Arance» sostiene Eunice Palminteri, inoltre, ha chiarito di attendersi una presa di posizione da parte del candidato Carmelo Pace che ha però al momento deciso di non intervenire nel merito anche se esplicitamente contattato dal nostro giornale.
A farlo, sempre sui social, è però il diretto interessato, che ha eliminato ogni ombra dalle sue affermazioni, chiarendo che non vi fosse alcuno scopo minatorio: «Sono dispiaciuto che le mie parole siano state interpretate come una possibile minaccia – ha scritto -. Tengo a precisare, scusandomi, che non era mia intenzione. Con il mio commento, espresso e scritto male, volevo dire, dopo il comizio dell’on. La Vardera a Ribera che non ho molto apprezzato che una persona come lui, costretto a vivere sotto scorta perché ha fatto denunce importanti, dovrebbe dare esempio con interventi sui palchi propositivi e non contro candidati di altre liste. Ritengo doveroso scusarmi con l’on. La Vardera per essermi espresso in un modo che ripeto, non coincide con il mio pensiero».
Insomma tutto è bene quel che finisce bene? Si vedrà se le scuse e i chiarimenti pubblici basteranno a rimettere l’eventuale denuncia-querela, ma è certo che in queste due settimane circa tra Ribera e Raffadali, scenari in cui Controcorrente è in campo in modo più o meno diretto contro candidati riconducibili alla DC, il clima rimarrà rovente.