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Ars

Cracolici: «Il bloccanomine? Salverà i politici dai reati»

Il presidente dell’Antimafia regionale, propone la norma che va oggi in aula con lo stralcio sugli enti locali «Dopo i casi Cefpas, Sas e 118 meglio intervenire». Al voto anche l’incompatibilità dei dirigenti della sanità voluta dal M5S

13 Maggio 2026, 00:38

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Cracolici: «Il bloccanomine? Salverà i politici dai reati»

«La Sicilia rischia di trasformarsi in una gigantesca macchina clientelare». Il presidente dell'Antimafia regionale, Antonello Cracolici, ha lanciato l'allarme nel corso della seduta a Sala d'Ercole di ieri. Un alert che arriva sulla scia del caso Cefpas e alla vigilia dell'approdo all'Ars del ddl che prevede, tra le altre, la norma sul cosiddetto “bloccanomine”, cioè lo stop a incarichi e assunzioni nell'ultima parte della legislatura.

Un provvedimento non inedito, a dire il vero, di “bloccanomine” ne erano già stati varati dai tempi del governo di Raffaele Lombardo. Ma l'esplosione dello scandalo sulle assunzioni all'ente nisseno per la formazione in sanità di persone vicine a politici e amministratori ha riacceso gli animi.

«Quello che abbiamo proposto – ha spiegato Cracolici – più che un bloccanomine è un salvadeputati. Servirà a evitare che qualcuno caschi nel voto di scambio. Il caso Cefpas – ha proseguito – arriva dopo quello che ha riguardato Sas e che potrebbe riguardare gli autisti-soccorritori del 118». La questione finirà anche in commissione regionale Antimafia, dove verrà acquisito l'esposto in procura presentato dal deputato dem Nello Dipasquale.

Ma di Cefpas si occuperà anche il governo regionale. Lo ha fatto sapere il neo assessore Marcello Caruso: «Ho istituito – ha detto - una commissione ispettiva, composta da dirigenti dell'assessorato della Salute per verificare la legittimità degli incarichi conferiti dal Cefpas nelle ultime settimane, sulla base di quanto pubblicato sugli organi di stampa. Correttezza e trasparenza delle procedure – ha aggiunto - sono per il governo Schifani premesse indispensabili e irrinunciabili, in ogni ambito dell'azione amministrativa».

Intanto, come detto, arriva in aula il bloccanomine, sul quale qualche categoria aveva chiesto un po' di cautela. È il caso ad esempio dell'Irca, al quale la Regione vorrebbe affidare nuovi compiti, anche nella spesa dei Fondi Ue. Un obiettivo che, stando ai sindacati, rischierebbe di naufragare proprio a causa dello stop delle assunzioni: «Con l’attuale carenza di organico e l’ombra di un blocco delle assunzioni – l'appello della la dirigenza nazionale di Fabi e delle segreterie regionali di First Cisl, Uilca e Ugl Credito - pensare di poter portare a termine queste nuove missioni è semplicemente utopistico. Senza le 'gambe' necessarie, - concludono le sigle - l’Irca difficilmente potrà farsi carico di ulteriori pesanti responsabilità amministrative e tecniche

Il bloccanomine prevede lo stop delle assunzioni, fino al 31 dicembre del 2027, in tutti gli enti che appartengono al Gap, cioè al gruppo amministrazione pubblica, che raccoglie, appunto, società partecipate ed enti della galassia regionale. Vengono esclusi dal blocco solo Asp, aziende ospedaliere e Consorzi di bonifica ma, in quest'ultimo caso, solo per le procedure di stabilizzazione.

L'emendamento, proposto da Cracolici, domani arriverà in aula insieme alle altre norme dello stralcio, tra cui quella che prevede una indennità, pari a quella del sindaco del capoluogo, per i presidenti dei Consigli metropolitani, oltre a novità su assenze e rimborsi per i rappresentanti di Liberi consorzi e Città metropolitane. Si discuterà anche la norma voluta dal Movimento cinque stelle sull'incompatibilità tra i ruoli di direttori generali, amministrativi e sanitari di Asp e ospedali della sanità e quelli di sindaco, consigliere e assessore comunale e regionale.