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Passa il blocco delle assunzioni fino al 2027 negli enti regionali, bagarre in aula e la maggioranza si piega
Sulla scia degli ultimi scandali, stop alle assunzioni in vista dell'anno elettorale, ma con diverse deroghe. La nuova denuncia di Dipasquale: «In tutte le Asp assunti parenti di politici»
Stop alle assunzioni fino al 31 dicembre del 2027 in tutta una serie di enti e società controllati dalla Regione siciliana. È passata all'Ars, al termine di una seduta fiume, la norma presentata dal Pd, ribattezzata dal suo primo firmatario - il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici - "norma salva deputati". «Evitiamo di trasformare la lunga campagna elettorale che ci accompagnerà in una continua promessa di assunzioni». In aula è stata bagarre sull'emendamento, approvato alla fine con voto palese all'unanimità - grazie a un accordo last minute tra maggioranza e opposizione, arrivato poco prima del voto - nella nuova versione venuta fuori dopo le interlocuzioni che hanno preceduto la seduta: stop alle assunzioni con alcune eccezioni, a cominciare dagli uffici di diretta gestione regionale.
Il blocco riguarda quindi «qualsiasi tipologia di contratto», anche quelli di apprendistato e flessibili come i co.co.co. di tutti gli enti del Gruppo amministrazione pubblica della Regione siciliana. «Il divieto non si applica al personale sanitario delle aziende sanitarie provinciali, alle aziende ospedaliere, al personale stagionale della Regione e degli enti regionali già regolarmente inserito nelle apposite graduatorie», in cui rientrano Consorzi di bonifica e forestali, «e alle stabilizzazioni del personale degli enti partecipati della Regione, nonché ai contratti stagionali delle Fondazioni regionali liriche e sinfoniche».
In aula si è parlato di una deroga anche per Seus, Ast e Arpa, partecipate che hanno urgente necessità di personale. A cominciare dagli autisti soccorritori del 118: «Ne mancano 300», ha detto in aula l'assessore alla Sanità Marcello Caruso. Ma alla fine per queste società non è arrivata alcuna deroga al blocco in questa sede. Ma l'opposizione si è impegnata a riaffrontare il tema a giugno, contribuendo a norme ad hoc per lanciare concorsi pubblici trasparenti.
La norma nasce anche a seguito degli ultimi scandali che hanno coinvolto enti e società partecipate come Cefpas e Sas, dove recenti assunzioni legate a politici di centrodestra sono al centro di interrogazioni parlamentari, indagini interne avviate dal governo Schifani e, in alcuni casi, anche dell'attenzione della magistratura. La prima versione della legge era stata approvata dalla commissione Affari istituzionali quasi all'unanimità, ad eccezione del leghista Pippo Laccoto. Eppure, una volta giunta in aula, è stata bagarre, con i deputati di centrodestra che in larga parte hanno svolto interventi critici, a eccezione del Mpa che con Roberto Di Mauro ha dichiarato di votare a favore perché, ha detto, «in questo Parlamento nessuno si sente tranquillo di quanto avvenuto nelle società partecipate». Durissimo il capogruppo di Fratelli d'Italia, Giorgio Assenza: «Paralizziamo la pubblica amministrazione perché non siamo in grado di assicurare concorsi trasparenti? È assurdo, avete riempito la pubblica amministrazione di co.co.co e simili, ora che si possono fare concorsi e stabilizzazioni ergiamo una diga. Così si favoriscono le assunzioni illegali, perché per arginare il blocco costringete a dare alle società interinali il compito di assumere chi vogliono. Se qualcuno sbaglia, non significa che tutto è marcio. Non tagliamoci le gambe, questo Parlamento abbia un sussulto di dignità».
Dall'altra parte è stato il deputato del Pd Nello Dipasquale, già autore dell'interrogazione sul caso delle assunzioni al Cefpas, ad annunciare l'apertura di un altro fronte caldissimo: quello delle Asp. «Quante mogli, mariti e parenti di consiglieri comunali hanno assunto nelle Asp? Sto ricostruendo un quadro drammatico. Un ceto politico che pensa ad assumere famigliari o addirittura se stessi. Ci sono anche persone che hanno cambiato partito dopo essere stati assunti. Questo tocca tutte le Asp siciliane, nessuna esclusa».
Ore prima la maggioranza era andata sotto con voto segreto sulla norma che puntava ad aumentare le indennità ai presidenti dei liberi consorzi, adeguandole a quelle dei sindaci dei comuni capoluoghi di provincia. L'aula ha approvato nel pomeriggio due ddl stralcio: quello con "Disposizioni in materia di lavoro, turismo e spettacolo" e quello con le "Norme in materia di personale, di autorizzazioni e di incentivi".