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Retroscena

Forza Italia, lo sfogatoio: «Murati vivi per 4 anni» e «Delusi dal presidente»

Il gruppo dell’Ars riunito a Enna con il commissario Minardo (e senza Schifani). «Non tocchiamo mai palla l’intera legislatura buttata Niente condizioni per il bis»

15 Maggio 2026, 08:54

09:00

Forza Italia, lo sfogatoio: «Murati vivi per 4 anni» e «Delusi dal presidente»

Doveva essere uno spogliatoio, ma si è rivelato, presto, uno “sfogatoio”. I deputati di Forza Italia si sono riuniti ieri all'Hotel Federico II di Enna, alla presenza del neo commissario Nino Minardo. Non c'era il presidente della Regione Renato Schifani, già impegnato a Palermo prima per un evento sull'Autonomia, poi per la giunta di governo. Un'assenza, trapela dalla riunione, in qualche modo concordata, per lasciare i parlamentari liberi di esprimere le loro posizioni. E i deputati non si sono sottratti, raccontando di «quattro anni buttati», di una legislatura nella quale sarebbe «sempre mancato il dialogo tra il gruppo dell'Ars e il presidente della Regione», e «non si sono mai tenute riunioni di partito».

Fino, appunto, all'arrivo di Minardo, salutato da molti dei presenti come una novità finalmente positiva: «Sembra propenso all'ascolto», filtra dalla riunione. Una riunione dalla quale giungono solo spifferi, nessuna dichiarazione ufficiale dei deputati, come da intese preventive.

Ma le doglianze sono tali e numerose che finiscono, inevitabilmente, per colorire le conversazioni al telefono. «Per quattro anni siamo rimasti murati vivi», dice qualcuno. «Non abbiamo mai toccato palla, non abbiamo portato a casa nulla», dice qualcun altro, sottolineando il paradosso di essere «il partito del presidente: invece di essere un vantaggio si è rivelato un handicap».

Nel mezzo, la telefonata motivazionale del segretario nazionale Antonio Tajani, che, nell'invitare i deputati a lavorare bene in vista delle ormai vicine elezioni regionali, avrebbe passato in rassegna i recenti successi politici degli azzurri in Sicilia, a partire dal risultato alle Europee dove il partito è stato il più votato. Ma chiusa la comunicazione col leader di Forza Italia, qualcuno ha alzato il ditino: «Sì, è vero, ma con noi c'erano anche Cuffaro e Lombardo».

Insomma, clima per nulla disteso. E, stando al racconto dei presenti, all'assessore Edy Tamajo è toccato, sostanzialmente in solitaria, il compito di difensore del presidente della Regione dalle accuse di un gruppo dal quale, come detto, è emersa forte la delusione: «Non abbiamo mai ricevuto ascolto – mai un riscontro. Non ha funzionato niente. Adesso che cosa andiamo a raccontare ai nostri elettori?».

Sul piatto ricco delle rivendicazioni, ovviamente, le scelte del presidente: «Le nomine? Le abbiamo spesso conosciute dai giornali. E in qualche caso non le abbiamo nemmeno capite». Il riferimento, in particolare, è andato alla scelta della guida di Irfis, Iolanda Riolo: «Ha anche appoggiato Orlando alle ultime europee». Stesso discorso sulle persone individuate come “ponte” tra governo e Ars: «Prima Sammartino, poi Aricò, mai uno di noi».

Il totale, è presto fatto: «Non ci sono le condizioni per una ricandidatura», dicono molti tra i presenti.

Così, al termine dell'incontro, l'unica dichiarazione ufficiale è quella del commissario Minardo: «Il gruppo parlamentare di Forza Italia all’Ars – ha detto - deve essere il motore del partito nell’ultimo anno di legislatura e in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Abbiamo avuto un confronto franco e costruttivo – ha aggiunto - e non c'è dubbio che l’ultimo anno di legislatura debba essere il tempo della responsabilità, della concretezza e dei risultati. Forza Italia deve presentarsi compatta, autorevole e radicata, con una presenza ancora più forte sui territori e una proposta politica chiara».

Poi, una nuova carezza ai deputati: «Il gruppo all’Ars – ha detto - ha il compito di trasformare le esigenze dei cittadini in iniziative legislative efficaci, sostenendo l’azione di governo e costruendo una prospettiva solida per la Sicilia. Dobbiamo rafforzare l’ascolto, la presenza e la capacità di comunicare meglio, dentro e fuori il partito – ha proseguito Minardo - valorizzando il lavoro svolto e rendendo sempre più riconoscibile la nostra azione politica. L’obiettivo è arrivare preparati ai prossimi appuntamenti elettorali e continuare a essere protagonisti – ha concluso - del buon governo della Regione».