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Il centrodestra

Fdi e Lega: in Sicilia «non funziona più niente». E cresce la voglia di voto anticipato

Le agitazioni nella coalizione che sostiene Schifani. Sbardella: «All’Ars schiaffi in faccia, riflettiamo». Figuccia: «O si svolta, o a casa»

17 Maggio 2026, 05:30

Fdi e Lega: in Sicilia «non funziona più niente». E cresce la voglia di voto anticipato

Resterà da capire se si tratta di un bluff. O di uno strumento di scena da tirare fuori all'occorrenza. Magari in vista di una ricca Finanziaria da "spartire". Ma di elezioni adesso si parla davvero. Sebbene sia un’ipotesi complicata. «Di sicuro, non si può andare avanti così», ammette Luca Sbardella, coordinatore di Fratelli d'Italia in Sicilia. Ma non è l'unico, nel centrodestra, ad agitare lo spettro del voto. Lo aveva fatto, del resto, nel luogo più pubblico che esista nel mondo della politica regionale, il capogruppo dei meloniani, Giorgio Assenza che in sostanza aveva parlato di una «maggioranza che deve recuperare la dignità, altrimenti sarebbe meglio andare a casa», prima di proporre un nuovo confronto all'interno della coalizione e col presidente della Regione.

E l'eco di quelle parole, adesso, si ritrova nella posizione della guida dei meloniani in Sicilia: «Le elezioni anticipate? È normale – spiega Sbardella – che quando in Assemblea regionale non riesci più ad approvare nulla di ciò che porta il governo o la maggioranza, una riflessione va fatta e seriamente». Per il coordinatore di Fdi: «O si trova una ragione per andare avanti, o è tutto inutile», dice. E così, il voto anticipato smette di essere un tabù, sebbene sia stato allontanato con nettezza dal presidente della Regione Renato Schifani: «Si andrà a votare a scadenza naturale, nel 2027», ha precisato e, in un certo senso, avvertito. Per Sbardella, in effetti, «bisogna fare ancora altri tentativi, ma se dovessimo basarci su quello che è accaduto recentemente in Aula, l'impressione è che non ci sia la voglia di andare avanti insieme. Di sicuro, non possiamo andare all'Ars a prendere schiaffi tutte le volte e a consentire che a decidere sia Cracolici o il resto dell'opposizione».

E così, nei ragionamenti delle segreteria inizia a farsi strada anche la parola "logoramento": quello di una maggioranza che non ha sciolto i propri nodi politici col rimpasto e che dovrà anche gestire gli aggiornamenti periodici delle vicende giudiziarie che riguardano la giunta: «Ma ancora più dei casi giudiziari – spiega Sbardella – a pesare potrebbe essere l'impasse politica». Sarà tutto più chiaro dopo le amministrative, quando si terrà il vertice già confermato dal governatore. Ma intanto, il tema del voto anticipato si estende ad altri partiti. E la Lega ha accennato all'ipotesi in modo assolutamente palese, con tanto di comunicato stampa: «Fare finta di nulla - dice il deputato regionale Vincenzo Figuccia - è ipocrisia. Quanto accaduto in questi giorni, anche in Aula, non può essere ignorato. Non possiamo continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto. Questa maggioranza - prosegue - presenta criticità evidenti che neppure il recente mini-rimpasto sembra essere riuscito a risolvere». E Figuccia indica in particolare un settore come origine di molti dei mali della maggioranza: «La sanità con liste d'attesa interminabili, reparti in sofferenza, pronto soccorso in affanno e la necessità di un maggiore coinvolgimento della sanità accreditata e convenzionata.

Allo stesso tempo, una parte consistente della maggioranza non sembra affatto soddisfatta degli attuali equilibri all'interno dell'Assemblea regionale siciliana e di alcuni assessorati, come quello della Sanità», appunto. Dove Marcello Caruso ha preso il posto di Daniela Faraoni che in tanti, anche per ragioni familiari (il figlio è un dirigente del Carroccio), consideravano politicamente vicina alla Lega. «Non si può continuare a tirare a campare fino alla fine della legislatura», insiste Figuccia. Ecco, quindi, di nuovo l'ombra del voto, sebbene il deputato confidi nell'esistenza di «margini per recuperare attraverso un confronto vero con tutti i deputati della coalizione, coinvolgendo realmente tutti i territori». Si farà un nuovo tentativo, quindi, ma l'idea è che si sia giunti davvero agli sgoccioli, a prescindere dalla data del voto: «Spero – dice infatti Figuccia - si riescano a ritrovare le ragioni dello stare insieme. In caso contrario, meglio restituire la parola agli elettori».