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Il congresso

Forza Italia tenta la svolta dalla Calabria. Tajani: «Oggi affermiamo la nostra vitalità»

A Lamezia Terme il partito si riunisce attorno alla riconferma di Cannizzaro, mentre il segretario nazionale rivendica il valore del dibattito interno e il superamento definitivo delle nomine dall'alto

17 Maggio 2026, 11:50

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Forza Italia tenta la svolta dalla Calabria. Tajani: «Oggi affermiamo la nostra vitalità»

«Oggi affermiamo la vitalità di un partito che cresce. Sono felice che la Calabria sia una delle primissime regioni che ha risposto all’appello, alla decisione, del partito nazionale di dar vita a congressi per eleggere il segretario regionale. L’onorevole Cannizzaro ha già lavorato benissimo. Ma un conto è essere nominato, un conto è essere eletto. I congressi servono a dimostrare che questo è un partito dove ogni iscritto conta e ha il potere di scegliere chi lo deve guidare. E questo è un segno di rinnovamento sui contenuti, i congressi servono a discutere i contenuti». Con queste parole il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, ha tracciato la linea politica a margine del primo congresso regionale del partito in Calabria, apertosi al Palasport di Lamezia Terme. L'importante appuntamento punta a una mozione unitaria destinata a riconfermare alla guida degli azzurri calabresi il deputato Francesco Cannizzaro, attuale candidato sindaco a Reggio Calabria. Nel corso dei lavori, il segretario nazionale ha posto l'accento sulle sfide sociali ed economiche del territorio, sottolineando che «Dobbiamo parlare di diritto al lavoro, diritto a un salario giusto che non è il salario minimo, diritto ai giovani di poter lavorare e studiare dove sono nati».

La rilevanza dell'assise calabrese è testimoniata dalla presenza dello stato maggiore del partito. Al Palasport si sono infatti ritrovati la capogruppo di Forza Italia al Senato Stefania Craxi, il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, il presidente della Regione Calabria e vicesegretario nazionale Roberto Occhiuto, l’eurodeputata Giusy Princi, il senatore Mario Occhiuto e i deputati calabresi Giovanni Arruzzolo, Andrea Gentile e Giuseppe Mangialavori. Davanti a questa folta platea di dirigenti, Tajani ha voluto ribadire con forza la necessità di uno spazio aperto al confronto costruttivo, dichiarando che «E' giusto e sacrosanto che in Forza Italia ci sia un dibattito interno, guai a mettere la mordacchia a chi vuole dare un suo contributo. L’importante è che anche chi la pensa diversamente dalla maggioranza lavori per costruire la crescita del partito, con un contributo di idee. Guai a pensare che un partito sia una caserma».

La crescita del movimento politico, secondo il leader, non può prescindere da una dialettica vivace che metta al centro i programmi anziché le poltrone. Il vicepremier ha infatti aggiunto che «Si cresce elettoralmente se c'è confronto, se ci sono idee, non bisogna litigare per i posti. Quando c'è un dibattito sulle idee mi pare che si vada nella giusta direzione». Questo nuovo corso segna un profondo cambiamento strutturale nella gestione della leadership locale, volto a dare maggiore potere decisionale alla base dei militanti e degli iscritti. A coronamento di questo percorso di rinnovamento, lo stesso Tajani ha infine chiarito la portata della svolta organizzativa spiegando che «Fino all’inizio di quest’anno i segretari regionali venivano nominati dal segretario del partito. Ho deciso di rinunciare a questo potere per far sì che Forza Italia possa, anche a livello regionale, avere dei dirigenti eletti direttamente dagli iscritti».

«Una indicazione unitaria sul mio nome al congresso? Non mi aspetto nessuna indicazione unitaria. Al congresso chi si vuole candidare si candida. Sono, prima di tutto, un militante di Forza Italia, credo nei suoi valori, non nella poltrona. La poltrona è l’ultima cosa che mi interessa. Quando si farà il congresso si vedrà» ha poi detto il ministro a margine del congresso regionale di FI in Calabria. Circa una domanda sulla liberalità di Forza Italia Tajani ha osservato come il partito sia «una grande forza liberale. Penso di averlo dimostrato sempre. E’ giusto lo stimolo che viene dal vicesegretario del partito Occhiuto. Siamo tutti corresponsabili della linea politica. E’ bene che si discuta e ci si confronti. Sono sempre pronto a migliorare, a correggere», ha detto Tajani.