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Scenari

Scosse e assestamenti nel M5S: Conte apre ai moderati, Appendino avverte "non riscriviamo la storia"

Il M5s cerca alleanze programmatiche su sanità, lavoro e salario dignitoso

18 Maggio 2026, 22:19

22:20

Chiara Appendino

Chiara Appendino

Scosse e assestamenti. Dopo l'apertura di Giuseppe Conte «alle nuove iniziative moderate di segno centrista», la deputata cinquestelle Chiara Appendino ha avvertito: «Non riscriviamo la storia». Nel mirino c'è Iv: "Quello che Renzi ha fatto io non lo dimentico», ha spiegato l'ex sindaca di Torino. Insomma, questa mossa del presidente M5s ha riaperto qualche ferita. Ma Conte ha chiarito: verso Renzi "non c'è alcun rancore, nessuna ossessione, nessuna antipatia personale. Vedremo che contributo e che grado di affidabilità daranno» all’area progressista, «oggi non mi metto a dire questo sì e questo no, sarebbe arrogante e rischierei di essere settario». Anche se, parlando di centro, ha lasciato intuire che le sue preferenze guardano altrove: «Incontro tanti sindaci a partire da Manfredi. Se porteranno del buon fieno bisogna tenerne conto». Fra convegni, incontri e tattiche, la galassia centrista sta dando spinte a tutt'e due gli schieramenti. L'ultima è stata quella del segretario di Azione Carlo Calenda, che è andato a palazzo Chigi per incontrare la presidente del consiglio Giorgia Meloni. Il dialogo fra i due si era avviato la scorsa settimana, durante il premier time al Senato. «A seguito della disponibilità di discutere proposte di merito per affrontare la situazione economica - ha fatto sapere Calenda in una nota - ho portato alla presidente le proposte di Azione in materia di energia e industria. Il colloquio è stato cordiale e costruttivo». Ma il faccia a faccia si inserisce nel contesto più ampio dei movimenti che riguardano riformisti, cattolici, moderati. «Bisogna riscoprire l’idea che la politica non è ammassarsi, ma costruire delle maggioranze con idee in comune sui programmi - aveva spiegato Calenda su La 7 - Io potrei governare con Tajani e con Gentiloni, ma perché dovrei trovarmi a governare con Vannacci o Di Battista?».

Anche il campo largo segue l’andamento delle maree al centro. Appendino ha provato a dare indicazioni di rotta: «Io non sono ossessionata dal perimetro. Le persone non sono pacchetti di voti che sposti seduto all’interno dei palazzi o nei tavoli di partito - ha spiegato - Alle persone dobbiamo rispondere con delle proposte». Le critiche della deputata M5s alla strategia del partito non sono nuove. Nell’autunno scorso, alla vigilia di un turno di regionali che chiamarono al voto anche Campania, Puglia e Toscana, Appendino si dimise dal ruolo di vicepresidente del partito, giudicando il M5s troppo schiacciato sulla linea del Pd. Ora cerca di scongiurare un’alleanza con Iv.

«Renzi ha fatto cadere un governo» Conte due - ha ricordato Appendino - «ci ha mandato a casa per non far gestire al presidente Conte il Pnrr».

Per Iv, le ha risposto il senatore Enrico Borghi, vicepresidente del partito: «Se vuole parlare del passato noi siamo disponibili», ha detto.

Poi, citando i trascorsi politici del M5s e le vicissitudini giudiziarie di Appendino: «Possiamo parlare di quando lei sosteneva il governo con Salvini - ha aggiunto Borghi - o di quando quelli come lei non volevano gli indagati in Parlamento, figuriamoci i condannati. Ma noi preferiamo parlare di futuro, non di passato».

In questa legislatura, l’iniziale veto del M5s su un’alleanza con Iv è andato via via cadendo col susseguirsi delle elezioni comunali e regionali.

L’ultima uscita di Conte, comunque, non riguardava specificamente a Iv, ma il mondo centrista in generale. «Quel che conta - è la posizione del leader M5s - sarà un programma chiaro e condiviso».

Insomma, nulla a che vedere con «inciuci» e via dicendo. Lo ha ribadito anche la segretaria Pd Elly Schlein: «Non c'è nessuna disponibilità alle larghe intese o a niente che vi somigli».

Per l'eurodeputato Pd Dario Nardella, l’apertura di Conte al centro è semplice «realismo politico: il centrosinistra se è unito vince».

Nel weekend appena chiuso, il M5s ha organizzato cento luoghi per discutere il programma da portare al tavolo delle forze progressiste.

«Abbiamo incontrato i cittadini - ha detto Appendino - hanno parlato tante persone che chiedono di mettere al centro il diritto a curarsi, allo studio, al lavoro, a un salario dignitoso. Ed è con loro che costruiamo le prime alleanze. Poi vedremo».

Poi le condizioni: se Renzi «vuole ragionare su una legge sul conflitto di interessi o sul salario minimo ci ragioniamo, ma questo viene dopo».