Scenari
Scosse e assestamenti nel M5S: Conte apre ai moderati, Appendino avverte "non riscriviamo la storia"
Il M5s cerca alleanze programmatiche su sanità, lavoro e salario dignitoso
Scosse e assestamenti. Dopo l'apertura di Giuseppe Conte «alle nuove iniziative moderate di segno centrista», la deputata cinquestelle Chiara Appendino ha avvertito: «Non riscriviamo la storia». Nel mirino c'è Iv: "Quello che Renzi ha fatto io non lo dimentico», ha spiegato l'ex sindaca di Torino. Insomma, questa mossa del presidente M5s ha riaperto qualche ferita. Ma Conte ha chiarito: verso Renzi "non c'è alcun rancore, nessuna ossessione, nessuna antipatia personale. Vedremo che contributo e che grado di affidabilità daranno» all’area progressista, «oggi non mi metto a dire questo sì e questo no, sarebbe arrogante e rischierei di essere settario». Anche se, parlando di centro, ha lasciato intuire che le sue preferenze guardano altrove: «Incontro tanti sindaci a partire da Manfredi. Se porteranno del buon fieno bisogna tenerne conto». Fra convegni, incontri e tattiche, la galassia centrista sta dando spinte a tutt'e due gli schieramenti. L'ultima è stata quella del segretario di Azione Carlo Calenda, che è andato a palazzo Chigi per incontrare la presidente del consiglio Giorgia Meloni. Il dialogo fra i due si era avviato la scorsa settimana, durante il premier time al Senato. «A seguito della disponibilità di discutere proposte di merito per affrontare la situazione economica - ha fatto sapere Calenda in una nota - ho portato alla presidente le proposte di Azione in materia di energia e industria. Il colloquio è stato cordiale e costruttivo». Ma il faccia a faccia si inserisce nel contesto più ampio dei movimenti che riguardano riformisti, cattolici, moderati. «Bisogna riscoprire l’idea che la politica non è ammassarsi, ma costruire delle maggioranze con idee in comune sui programmi - aveva spiegato Calenda su La 7 - Io potrei governare con Tajani e con Gentiloni, ma perché dovrei trovarmi a governare con Vannacci o Di Battista?».
«Renzi ha fatto cadere un governo» Conte due - ha ricordato Appendino - «ci ha mandato a casa per non far gestire al presidente Conte il Pnrr».
Per Iv, le ha risposto il senatore Enrico Borghi, vicepresidente del partito: «Se vuole parlare del passato noi siamo disponibili», ha detto.
Poi, citando i trascorsi politici del M5s e le vicissitudini giudiziarie di Appendino: «Possiamo parlare di quando lei sosteneva il governo con Salvini - ha aggiunto Borghi - o di quando quelli come lei non volevano gli indagati in Parlamento, figuriamoci i condannati. Ma noi preferiamo parlare di futuro, non di passato».
In questa legislatura, l’iniziale veto del M5s su un’alleanza con Iv è andato via via cadendo col susseguirsi delle elezioni comunali e regionali.
L’ultima uscita di Conte, comunque, non riguardava specificamente a Iv, ma il mondo centrista in generale. «Quel che conta - è la posizione del leader M5s - sarà un programma chiaro e condiviso».
Insomma, nulla a che vedere con «inciuci» e via dicendo. Lo ha ribadito anche la segretaria Pd Elly Schlein: «Non c'è nessuna disponibilità alle larghe intese o a niente che vi somigli».
Per l'eurodeputato Pd Dario Nardella, l’apertura di Conte al centro è semplice «realismo politico: il centrosinistra se è unito vince».
Nel weekend appena chiuso, il M5s ha organizzato cento luoghi per discutere il programma da portare al tavolo delle forze progressiste.
«Abbiamo incontrato i cittadini - ha detto Appendino - hanno parlato tante persone che chiedono di mettere al centro il diritto a curarsi, allo studio, al lavoro, a un salario dignitoso. Ed è con loro che costruiamo le prime alleanze. Poi vedremo».
Poi le condizioni: se Renzi «vuole ragionare su una legge sul conflitto di interessi o sul salario minimo ci ragioniamo, ma questo viene dopo».