Amministrative
«Non filosofia ma matematica»: A Messina la “corazzata” di Basile punta al primo turno (ma teme il Tar)
L’“all-in” di De Luca con l’uscente: 15 liste, 1.010 candidati Il centrodestra di Scurria spera nel ballottaggio. Il fantasma dei ricorsi. Russo portabandiera del campo largo senza i grandi numeri altrui «Non prendo in giro». Sciacca altro outsider La scanzonata partita del barbiere Valvieri
«Qui la politica non è filosofia, né fantasia, ma matematica», la sintesi migliore di questa campagna elettorale in riva allo Stretto la si sente, manco a dirlo, da un vecchietto in un bar di periferia. «Ci hanno voluto battere sulla quantità», sottolinea d'altronde anche Marcello Scurria, il candidato del centrodestra. Lo schieramento che ha tenuto il governo della città per tantissimi anni, fino a perderlo a ogni elezione e dal 2013 a oggi. Prima con Renato Accorinti, poi con Cateno – meglio noto come Scateno – De Luca. Che sullo Stretto ha innalzato la sua roccaforte e ha puntato tutte le sue fiches su queste elezioni anticipate con vista sulle Regionali. È qui che Scateno cerca la conferma per il suo candidato Federico Basile, e per potere pesare sui prossimi assetti elettorali di tutta l'Isola. Per farlo, nonostante toni altisonanti, e un po' di folklore, ha schierato una macchina da guerra. E come sintetizzava il vecchietto, parlano i numeri: 15 liste, 1.010 candidati, dai 18 ai 92 anni. Quando lo scorso 20 aprile Giacomo Lupò ha festeggiato il suo diciottesimo anno di vita al suo fianco aveva De Luca, mentre firmava la sua candidatura al consiglio comunale: «Mi rivedo in lui» sottolineava Scateno a favore di telecamera.
Anche lui, d'altronde, aveva cominciato a 18 anni come consigliere comunale di Fiumedinisi. Si rivedrà forse un po' meno in Fortunata La Rosa, 92enne, anche lei candidata in una delle sue 15 liste a sostegno dell’uscente Basile. È la forbice generazionale che racconta le elezioni a Messina dove i candidati sono in tutto 1.926, tra consiglio comunale e quartieri. In quella forbice ci sta pure Azzurra detta Crisafi o Azzurra o Azura o Azurra o Azzura o Assunta e così via. Candidata in una delle sette liste di Scurria, la “pluri detta” Crisafi ha attratto l'attenzione di Diego Bianchi, sbarcato da poco a Messina per seguire tutte le curiosità sullo Stretto. Curiosità pur sempre al netto della «matematica», è chiaro, ma anche dei ricorsi al Tar. Sta tutto qui, infatti, il nodo di queste elezioni, nelle 15 liste di Basile: «Il dubbio è se arriverà al 50 per cento o oltre, benché nelle ultime settimane abbia di certo perso consenso, e poi chissà cosa succederà coi ricorsi» confida un big della politica messinese.
La partita, d'altronde, sembra scontata a molti, perlomeno per quel che riguarda l'esito elettorale. Cosa succederà dopo, però, molto meno: «Mi auguro di no, ma se dovesse essere decisa al primo turno, i tempi per il ricorso scadono a fine giugno, a quel punto il Tar dovrà decidere l'udienza, presumibilmente in autunno e lì si deciderà», sciorina Scurria. Appena sei mesi e Messina potrebbe tornare al voto. A crederci è il candidato di centrodestra, lo stesso che guidò il ricorso, vincendolo, contro Giuseppe Buzzanca, che, infatti decadde. Scurria, che è stato segretario cittadino dei Ds, diventò dopo l'avvocato di Buzzanca, ed è tra i più temuti amministrativisti. «Finora però ha avuto torto», sottolinea De Luca, convinto che l'esito di fronte al Tar non sarà scontato. Mentre guarda al primo turno: «Non ho previsioni, ho desideri, speranze, spero che arriveremo tra il 55 e il 60 per cento».
Negli ultimi anni d'altronde la campagna acquisti non ha riguardato solo gli ultimi mesi di campagna elettorale, ma soprattutto le tantissime assunzioni fatte nelle partecipate: solo in Messina Social City sono stati 627 gli assunti a tempo indeterminato e circa 630 a tempo determinato, tra progetti, contratti a tempo, e chiamate per qualche mese, Messina Servizi Bene Comune da 598 nel 2024 è passata ai 730 dipendenti di oggi. Sempre numeri. Dai quali si scosta però la candidata del campo largo, Antonella Russo con solo due liste, una del Pd, e una di M5s e Controcorrente assieme: «Non abbiamo voluto prendere in giro il nostro elettorato, ma puntare su persone che avessero la concreta possibilità di salire e la volontà di sedere in consiglio e nei quartieri, un lavoro che speriamo sia apprezzato dalla città adesso, e tra un anno, se si dovesse andare a nuove elezioni».
Con una solo lista ci sono l'ex ingegnere del Genio civile, Gaetano Sciacca, alla sua seconda candidatura (la prima con il M5s) e il barbiere Lillo Valvieri, entrambi potrebbero raccogliere voti dei disillusi.
Intanto al netto della matematica c'è un altro dato che spicca in questa campagna elettorale, e viene da una sfida elettorale di un'altra città vicina: Barcellona Pozzo di Gotto.
Qui Sud chiama Nord schiera Melangela Scolaro, sostenuta dalla genovesiana Ilenia Torre. Francantonio Genovese e Cateno De Luca assieme? «Non incontro Genovese da 9 anni», risponde Scateno. Ma più di qualche maligno ci vede già la nascita di un accordo con vista sulle regionali. Di certo, l'appoggio della candidata di Genovese potrebbe mettere sotto scacco il centrodestra a Barcellona. E fa sospettare un riverbero sullo Stretto, dove Scurria sciorina l'arrivo dei ministri a suo sostegno. Ma in molti dubitano che la coalizione sia compatta su di lui. «Filosofia», forse. Se è così, da lunedì, lo diranno i numeri.