l’intervista
«Comuni sciolti, le regole vanno cambiate. Equilibrio difficile fra democrazia e tutela della legalità»
L'esperto: «Manca il contraddittorio, difesa soltanto dopo i provvedimenti»
«I provvedimenti di scioglimento dei Consigli comunali toccano le regole fondamentali della democrazia, poiché vanno a incidere su quelli che sono i rappresentanti che sono stati scelti ed eletti dai cittadini», parla così l’avvocato Luigi Casiraro che negli ultimi anni ha affrontato molti casi di scioglimento. Il professionista ritiene che la normativa presenti delle criticità. La prima è collegata al fatto che si tratta «essenzialmente di un procedimento amministrativo». Casiraro inoltre contesta il fatto che agli amministratori coinvolti «non sia data la possibilità di un contraddittorio anche di natura amministrativa rispetto ai fatti contestati. La possibilità di difesa è possibile solo nella fase successiva all’esecuzione del provvedimento. E questo accade anche nel procedimento di incandidabilità degli amministratori coinvolti».
Perché parla di criticità?
«Si tratta di una materia di straordinaria delicatezza, perché tocca due esigenze fondamentali del nostro ordinamento giuridico. Da un lato il necessario e imprescindibile contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata negli enti locali, dall'altra la rappresentatività democratica. Si tratta di una misura che viene adottata senza che sia intervenuta una valutazione da parte dell'autorità giudiziaria in un processo penale. Trattandosi di un provvedimento amministrativo, il controllo giurisdizionale interviene solo in una fase eventuale e successiva».
Ma invece di arrivare allo scioglimento, l’amministratore coinvolto non potrebbe porre più attenzione alle nomine, agli appalti e alle procedure. Chi amministra la cosa pubblica deve creare anticorpi contro le infiltrazioni mafiose, non crede?
«Lei parla ovviamente di maggiore cautela da parte degli amministratori, su questo sono assolutamente d’accordo. Ma le posso dire che nell'adozione dei decreti di scioglimenti si deve avere anche la capacità di distinguere tra valutazioni di contesto, valutazioni ambientali, disfunzioni organizzative e amministrative e reale condizionamento mafioso».
Siamo in una terra in cui la mafia esiste e tenta in tutti i modi di entrare nei palazzi. Non ci pigliamo in giro.
«Nessuno vuole nascondersi dietro un dito. Ma secondo me apporre i giusti correttivi permette anche il rafforzamento degli strumenti di lotta alle infiltrazioni criminali».
Sul solco degli scioglimenti si innesca il tema degli impresentabili. Quello che sta accadendo in questi giorni ne è la prova.
«Su questo tema bisogna evitare confusioni. Gli “impresentabili” attengono a un piano politico-mediatico o di autoregolamentazione dei partiti; l’incandidabilità, invece, è una categoria giuridica, fondata su presupposti specifici e su un autonomo accertamento. Lo scioglimento di un ente non può tradursi in una delegittimazione indistinta di tutti gli amministratori: in uno Stato di diritto la responsabilità deve restare sempre personale e rigorosamente valutata. Confondere i due piani può generare confusione nell’elettorato».