L'allarme
Rientro in sicurezza alla casa di accoglienza "Fratelli tutti" dopo la disinfestazione: la Fp Cgil chiede chiarimenti
Messina Social City rassicura sulla sicurezza, ma la Fp Cgil denuncia la mancanza di comunicazione e chiede un tavolo sindacale
Gli ospiti della casa di accoglienza “Fratelli tutti” possono fare rientro nella struttura in totale sicurezza. A garantirlo l’amministratore unico della Messina Social city, Mario Briguglio, intervenuto dopo l’allarme suscitato dalla denuncia della Fp Cgil che aveva acceso i fari sulla presenza di cimici nei letti degli ospiti.
L’azienda si era già attivata e mercoledì si è tenuto un vertice tra l’amministratore unico e il direttore generale, che hanno contattato la ditta che ha provveduto alla disinfestazione per avere ulteriori rassicurazioni. Nel pomeriggio di ieri si è tenuto anche un incontro con i responsabili del servizio di prevenzione e protezione, in un secondo momento saranno convocati i sindacati.
L’intervento di disinfestazione è stato realizzato in più fasi, già a partire da lunedì. L’ultima ieri.
Ma “già al momento del sopralluogo - come si legge nella relazione fornita dalla ditta – l’infestazione risultava circoscritta ad una sola camera e di entità minima”.
Ad accendere i fari sulla vicenda la Fp Cgil che, dopo la vicenda del personale aggredito al Pronto soccorso sociale di Casa Serena, era tornata, attraverso il segretario generale Antonio Trino, ad incalzare l’azienda per mancanza di comunicazione con le parti sociali.
«Temiamo che la casella di posta certificata della Messina Social City abbia problemi di ricezione considerando che, ancora una volta, nonostante la gravità degli episodi da noi denunciati attraverso l’invio di note e richieste di confronto, non abbiamo ricevuto alcun riscontro – denuncia Trino - Nel precisare che, considerata la tipologia di servizio reso, la Fp Cgil ritiene assolutamente plausibile la presenza dei suddetti insetti (peraltro estremamente difficili da debellare), ciò che condanniamo è l’atteggiamento di perdurante silenzio messo in atto dal Direttore Generale, che, evidentemente, non ritiene le preoccupazioni sollevate dal sindacato meritevoli di risposta. Non si può chiedere ai lavoratori di rientrare in servizio senza trasparenza, confronto e garanzie certe sulla sicurezza degli ambienti. Chiediamo la convocazione urgente di un tavolo sindacale».