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La polemica

Il nuovo impianto per l'umido divide Mili: espropri, traffico e proteste

Impianto per l'umido a Mili: comune stanzia 400mila euro e avvia espropri; progetto PNRR da 27 milioni per 300mila abitanti, mentre i residenti protestano per traffico e vicinanza alle case

22 Maggio 2026, 06:27

06:30

Il nuovo impianto per l'umido divide Mili: espropri, traffico e proteste

Messina. Il Comune ha già disposto lo stanziamento di 400mila euro e sono state avviate le prime procedure relative agli espropri dei terreni sui quali dovrà sorgere il nuovo impianto per il trattamento della frazione organica dei rifiuti. L’iter per la realizzazione della struttura a Mili prosegue senza alcun intoppo, mentre non si placa il malcontento dei residenti del villaggio della zona Sud. Il comitato “Amo il mio paese” continua a tenere alta l’attenzione sulla vicenda e ha posto il tema al centro della campagna elettorale ormai alle battute finali. Sul territorio sono stati promossi incontri pubblici e assemblee, ribadendo la contrarietà al progetto e portando avanti ricorsi al Tar e denunce che, finora, non hanno modificato l’iter dell’opera. L’intervento, predisposto dalla società Srr area metropolitana di Messina, ha già ottenuto tutti i necessari pareri tecnici e amministrativi, compreso il via libera della Regione. Tuttavia, per i cittadini, questo non rappresenta un motivo di rassegnazione. Chi vive a Mili continua a dire no all’impianto che, nei piani dell’ente responsabile del coordinamento della gestione dei rifiuti per la città di Messina e i comuni dell’ambito, rappresenta la svolta attesa nel settore, dotando il territorio di una struttura all’avanguardia per il conferimento e il trattamento dell’umido. Tra le principali contestazioni avanzate dal comitato vi è la distanza tra l’impianto e le abitazioni. In un territorio che già fa i conti con la presenza del depuratore, i residenti sostengono che le case si trovino molto più vicine rispetto a quanto riportato nella documentazione progettuale e temono conseguenze significative sulla qualità della vita. Al centro delle critiche c’è poi l’impatto sul traffico veicolare in un’area considerata densamente abitata: il futuro impianto comporterà un aumento del transito di mezzi pesanti, poiché la struttura servirà non solo Messina, ma anche numerosi comuni della fascia ionica.

Il progetto è parte integrante del piano d’ambito della Srr, approvato dall’Assemblea dei soci nel dicembre 2018, con l’individuazione dell’attuale sito. Con delibera di Giunta del 27 dicembre 2019, Palazzo Zanca aveva preso atto della localizzazione dell’impianto, ritenendola conforme allo strumento urbanistico. L’opera è finanziata con fondi del Pnrr per un importo di oltre 27 milioni di euro. L’impianto sorgerà su un’area di circa 13 mila metri quadrati e sarà destinato al trattamento di 50 mila tonnellate annue di frazione organica dei rifiuti urbani e 10 mila tonnellate di frazione verde. La struttura servirà un bacino di circa 300 mila abitanti, comprendente la città di Messina e i 25 comuni della fascia ionica.