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il racconto

Lentini al voto all'improvviso, le coalizioni “corazzate” si sfidano con una quota fluida

Tre candidati ai nastri di partenza, una città catapultata alle urne in poche settimane. Forza Italia spaccata e il curioso posizionamento degli autonomisti di Antudo

22 Maggio 2026, 09:01

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Lentini al voto all'improvviso, le coalizioni “corazzate” si sfidano con una quota fluida

All'ingresso di Lentini c'è un furgoncino parcheggiato, con faccia del candidato sindaco di centrodestra, Giuseppe Fisicaro, e sotto i loghi di sette liste. Mentre si prosegue verso il centro della cittadina, arriva alle orecchie il suono di un altoparlante che annuncia l'ora e il luogo del comizio dell'altro candidato, Efrem Sanzaro, quattro liste: un'Ape Piaggio con un cartellone legato sul cassone. Il comitato di Enzo Pupillo, il volto scelto da un campo progressistarinforzato”, lo si riconosce invece dalla gente che lo aspetta lì davanti: «È in giro», dicono.

Se c'è una città di cui si può dire che è andata al voto all'improvviso quella è Lentini. L'esperienza dell'ex sindaco Rosario Lo Faro si è chiusa con una sfiducia, il 16 marzo, contro la quale lui ha fatto ricorso al tribunale amministrativo. Il Tar si è espresso all'inizio di maggio, gli ha dato torto e a quel punto la città è entrata nel clima elettorale. Per strade e piazze, il ricordo di quanto accaduto con la precedente amministrazione è ancora fresco (e il fastidio, per molti, caldo). Eletto con una coalizione di centrosinistra (il “Patto civico”), Lo Faro è stato poi protagonista di quello che viene definito «un ribaltone», trovandosi a governare con il centrodestra. Finché tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026 quelli non hanno deciso di staccare la spina. «Ma se sei solo te ne vai, mica resti», accusano molti.

Da lì in poi una giostra, continuata anche nella definizione degli schieramenti. I simboli di partito, certo, ci sono. Pd e M5s a sostegno di Pupillo, ça va sans dire. E Grande Sicilia e Fratelli d'Italia supporter di ferro di Fisicaro, che quando parla dell'Mpa parla di «noi». Non sfugge, però, l'assenza di Forza Italia, spaccata in due pezzi. Uno con Fisicaro, e un altro con Pupillo. Tutta colpa del duopolio della provincia, si racconta in giro: giacché Giuseppe Fisicaro, ex assessore, è uomo di Giuseppe Carta (deputato regionale, presidente della commissione Ambiente, sindaco di Melilli, esponente lombardiano doc e, infine, vero mazziere di una provincia di cui è l'astro ormai nato da un pezzo), allora non sarebbe gradito a Riccardo Gennuso, rampollo di famiglia azzurra, totem dei forzisti del Siracusano.

Com'è e come non è: la spaccatura forzista, evidente a tutti, di questo sarebbe figlia. La smentita arriva subito. «Nessuna spaccatura, io ho il centrodestra compatto accanto a me», replica Fisicaro. E la Lega? Niente simbolo manco per il partito di Matteo Salvini. Che però un nome nel cuore ce l'ha: è quello di Efrem Sanzaro, ex assessore di Lo Faro anche lui, rimasto al suo fianco fino alla fine. Quarant'anni appena compiuti, hashtag #unodivoi e anche #unodinoi, trasversale con quattro liste senza partiti. Tra queste, c'è pure quella del movimento Antudo, autonomisti nel senso di ribelli, cuore e testa dei no-discarica del territorio.  «I miei riferimenti sono regionali», dice Sanzaro, rivendicando distanza dagli schemi locali. Ma quindi, chi? Giovanni Cafeo? «Certo, siamo amici. Ma io mi sono fatto le ossa lavorando. Sa quanti soldi, grazie all’assessorato all’Agricoltura, sono arrivati a Lentini?», replica.

E poi c’è Enzo Pupillo, vero contendente, cinque liste, vicino al deputato dem Giuseppe Lupo. Il “rinforzino” forzista lo liquida facilmente: «Sono tornati a casa, prima erano con il centrosinistra. Ho scelto la squadra migliore che ci sia, abbiamo tanto da fare». Al suo comitato lo chiamano tutti «il sindaco», perché la parola «candidato» pare superflua, senza scaramanzia. I manifesti denunciano una crepa: c’è il logo di Controcorrente, sparito dopo l’arrivo dei forzisti: «Mai con chi è stato col centrodestra». «Poi però uno è con Fisicaro...», sbotta un’aspirante consigliera. Una fluidità che dà la misura dell’incertezza che il voto scioglierà.