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amministrative 2026

Augusta, in due provano a scalfire «l'imperatore» Di Mare rimasto senza simbolo di Fratelli d'Italia

Viaggio nella città siracusana che si prepara al voto, dove il sindaco uscente è il grande favorito. A sfidarlo Pancari, benedetto da Alleanza Verdi e Sinistra, e l'indipendente Cacciaguerra

22 Maggio 2026, 09:18

09:23

Augusta elezioni

«Di Mare può perdere solo se si ritira». E anche: «Non è un'elezione, è per finta». Infine: «Lo chiameremo “imperatore”». Benvenuti ad Augusta, dove il voto fino a ieri sembrava una formalità. E dove oggi lo strapotere di Giuseppe Di Mare pare faccia paura perfino agli alleati. Tanto che qualcuno starebbe pensando al voto disgiunto: lista di centrodestra e, magari, per sindaco Salvo Pancari, espressione dell'esperimento che è la costruzione del campo progressista in Sicilia. Oppure l’outsider, Concetto Cacciaguerra, civico, indipendente, pura passione.

Sindaco uscente, uomo di Fratelli d'Italia per etica ed estetica, Giuseppe Di Mare visita un cantiere al giorno e i cittadini, per lo più, apprezzano: «Si fanno tante cose», è il leitmotiv. Marciapiedi, piazze, impianti fotovoltaici, un porto commerciale-gioiello. E se qualche volta scappa un silenzio su un impianto per il trattamento dei rifiuti «è stata una dimenticanza, per cui sono già state date le dovute sanzioni disciplinari». Certo, però, puntualizza Di Mare: «Non è un “no” su tutto, non si può non pensare alla crescita del territorio». Che, da quando c'è lui, «è diventato una meta turistica».

La festa del santo patrono, San Domenico, dura dal 10 maggio all'1 giugno. In teoria, si celebra domenica, il primo giorno delle elezioni amministrative. Ma gli eventi clou cominciano a partire da giovedì 28: in piazza si esibiscono Baby K, Alex Britti, Bianca Atzei e Fausto Leali. «Festeggiamo San Giuseppe», è la battuta di un operatore culturale.

Su otto liste, due hanno il simbolo del partito: Forza Italia e Grande Sicilia (l'Mpa, nella declinazione aretusea plasmata sulla figura del deputato regionale e sindaco di Melilli Peppe Carta). Il resto è tutto civismo. Dopo il gran rifiuto di Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo del partito, di concedere il logo di Fratelli d'Italia al candidato. Si dice per la sua vicinanza, mai rinnegata, con l'ex meloniano Carlo Auteri (oggi Dc), epurato per lo scandalo mancette. «Con Peppe Carta c'è un rapporto speciale, sono amico dell'onorevole Auteri e dell'onorevole Manlio Messina, e anche di Giovanni Cafeo (Lega, ndr) - interviene Di Mare - Non mi piace commentare i “si dice”, parlerò dopo le elezioni e spiegherò molte cose». È una promessa.

«Quando mi sono candidato molti mi dicevano che ero pazzo, che era una partita persa. Invece la risposta della popolazione è bellissima, solo piazze piene», riflette Salvo Pancari, benedetto da Alleanza Verdi Sinistra. Ad Augusta per lui sono arrivati Nichi Vendola e Nicola Fratoinanni. Pd, M5s e Avs si sono aggregati tutti attorno a lui, che è referente dell'associazione Libera. Una cosa che chi non ha dimenticato lo scioglimento per mafia del Comune, ormai 13 anni fa, non manca di notare.

«La prima cosa che farei da sindaco? Andrei all'ufficio Servizi sociali. È da lì che bisogna partire. Sono stato educato a preoccuparmi dei bisogni reali delle persone». E poi un bel controllo ai procedimenti amministrativi, ai progetti «che prevedono la cementificazione di tutto: leviamo alberi per fare piazze», una riflessione sul depuratore, «controlli sulla qualità dell'acqua».

«La sanità sarà la mia priorità», afferma Concetto Cacciaguerra, titolare di un'agenzia di pompe funebri, attività di famiglia «da duecento anni». «Non abbiamo un reparto di oncoematologia e il punto nascita è a Lentini. Ci tolgono presidi pubblici, e hanno aperto tre cliniche private. Io ho papà e zio morti di cancro, so di che parlo». Lui ci ha provato a proporsi al campo progressista, «ma non mi hanno voluto». E poi lo ha cercato il centrodestra, ma non si è trovata la quadra. Ora punta «al secondo posto», magari al ballottaggio. Ma lui a chi si sente più vicino? «Se si votasse domani alle nazionali io voterei Giuseppe Conte, e alle regionali Cateno De Luca».