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il caso

Da Lecco a Palazzo Chigi, in poche ore una frase scritta sotto una diretta Facebook diventa un caso nazionale

L'epurazione della Lega nei confronti della consigliera per la frase: «Qualcuno che guida con problemi e ci fa un favore?»

22 Maggio 2026, 17:27

17:51

Giorgia Meloni e Elly Schlein

Giorgia Meloni e Elly Schlein

C’è un momento, nelle polemiche digitali, in cui il fatto smette di essere locale e apre il dibattito nazionale. Il nome di un leader nazionale, la memoria di un trauma recente e la reazione immediata di un altro vertice politico. È quello che è successo quando il caso del commento pubblicato da Debora Piazza, esponente della Lega a Barzanò, sotto una diretta Facebook legata alla presenza di Elly Schlein a Lecco, è diventato, nel giro di poche ore, materia da notiziario nazionale.

Debora Piazza, segretaria e consigliera comunale della Lega a Barzanò, oltre che responsabile regionale del dipartimento del partito dedicato al benessere degli animali, ha scritto un commento giudicato gravissimo perché evocava quanto accaduto a Modena il 16 maggio 2026, quando un’auto ha travolto diversi pedoni nel centro cittadino, provocando numerosi feriti, alcuni in modo grave. «Qualcuno che guida con problemi e ci fa un favore?». È questa la frase apparsa sotto la diretta dell’iniziativa elettorale con Schlein e il sindaco uscente Mauro Gattinoni, tenutasi a Lecco in piazza Cermenati il 21 maggio 2026 alle 17.30, nel pieno della campagna per le comunali del 24 e 25 maggio.

La reazione è stata quasi istantanea. La Lega Salvini Premier provinciale di Lecco, attraverso una nota firmata dal segretario Daniele Butti, ha preso le distanze da qualsiasi espressione interpretabile come augurio di violenza, odio o danno verso persone, avversari politici o cittadini, e ha disposto con effetto immediato la sospensione di Debora Piazza da ogni incarico e attività riconducibile alla struttura provinciale. Nella stessa presa di posizione il partito ha ribadito che il confronto può essere duro, ma non può oltrepassare il limite del rispetto della persona e dei principi democratici. Poco dopo è arrivata anche la presa di distanza di Giorgia Meloni, che ha espresso solidarietà a Elly Schlein e ha definito quelle parole “inaccettabili”, sottolineando come la violenza, anche solo evocata, non possa diventare linguaggio politico.