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Dopo il voto

Il sindaco-imperatore e le dinastie in chiaroscuro: i "curiosi casi" di queste elezioni amministrative in Sicilia

Ad Augusta, Giuseppe Di Mare vicino all'85 per cento (con due contendenti che non toccano palla), Ida Cuffaro che tiene alto il nome a Raffadali. E gli altri casi

26 Maggio 2026, 06:00

Il sindaco-imperatore e le dinastie in chiaroscuro: i "curiosi casi" di queste elezioni amministrative in Sicilia

La profezia si è avverata. Chi, prima del voto, scherzava che Giuseppe Di Mare poteva farsi chiamare «Imperatore» non c’è andato lontano. Fermarsi poco prima dell’85% delle preferenze, con due contendenti, è un risultato da Re Sole: ad Augusta, in provincia di Siracusa, il consenso al sindaco riconfermato si estende fin dove i raggi del sole si adagiano sui pannelli solari. Merito di una coalizione corazzata, rimasta inscalfibile nonostante l’assenza del simbolo di partito del primo cittadino: Di Mare non ha avuto il logo di Fratelli d’Italia, negato dal responsabile nazionale Giovanni Donzelli in persona, eppure il suo nome è nel pantheon degli amministratori d’acciaio.

Un po’ come la famiglia Cuffaro a Raffadali, provincia di Agrigento. Un cognome e una garanzia, anche quando a portarlo è la nipote dell’ex presidente della Regione e leader della nuova Democrazia cristiana: Ida Cuffaro, 27 anni, stravince nel territorio che, oltre ad avere dato i natali a Totò (che ha appena patteggiato una condanna a tre anni ai servizi sociali, dopo lo scandalo sanità), negli ultimi 21 anni ha avuto ai vertici dell’amministrazione Silvio Cuffaro, zio di Ida e primo cittadino uscente (dopo due mandati).

Se di dinastie si parla, allora ci si può spostare nel Catanese, a Bronte. Nella città del pistacchio Giuseppe Castiglione, ex sottosegretario all’Agricoltura, ex eurodeputato, adesso deputato nazionale di Forza Italia, era candidato per succedere al suocero, l’highlander Pino Firrarello. Alla fine, a Castiglione toccherà combattere in un ballottaggio che si preannuncia all’ultima preferenza: contro di lui c’è Giuseppe Gullotta, avvocato, sostenuto da una civica battagliera (“Gul Lotta”) e da Controcorrente di Ismaele La Vardera.

Ancora parentele per un altro “caso” elettorale: a Serradifalco, Caltanissetta, Leonardo Burgio (Lega), figlio dell’ex assessora alla Sanità Daniela Faraoni, dovrà aspettare per sapere se potrà essere sindaco per la terza volta. Non solo perché si è candidato da solo, ma anche perché l’affluenza si è fermata al 41,52%. Al di sotto del 50 necessario per la validità dell’elezione. Ma lui non demorde: bisogna tenere conto degli iscritti all’Aire, sostiene, il quorum c’è. Lui festeggia, ma la sicurezza deve ancora arrivare.