amministrative 2026
Enna, Mirello Crisafulli tira fuori l'orgoglio: «Sono il primo sindaco comunista eletto di questa città»
L'ex senatore stravince con oltre il 60 per cento. E nel primo discorso ne ha per tutti: «Evidentemente non c’era bisogno del simbolo del Pd...»
“Ed è ancora qua.. è già...”. Tra ironia e verità, non si può che parafrasare il celebre brano di Vasco Rossi, scelto per altro in maniera appropriata dallo staff di Mirello Crisafulli come colonna sonora per la campagna elettorale amministrativa.
Il neo sindaco Crisafulli, presentandosi alla città per un breve ringraziamento, non ha avuto esitazioni nel definirsi orgogliosamente, dal palco dove un attimo prima risuonavano le note di Bella Ciao, il “primo sindaco comunista eletto in questa città”. Non una semplice rivendicazione, ma anche una implicita risposta a chi nel corso della campagna elettorale ha insinuato dubbi sulla sua “essenza” politica, data la presenza di alleati riconducibili ad esperienze di centro destra.
È quindi un “Barone Rosso vivo e senza striature”, senza se e senza ma, quello che ha ottenuto una percentuale che supera il 60% chiudendo definitivamente il conto aperto con il passato che 11 anni fa, proprio nella corsa a sindaco, lo aveva visto sconfitto al ballottaggio da Maurizio Dipietro, oggi sindaco uscente al secondo mandato. Adesso, a sfidarlo c’erano Ezio De Rose per il centrodestra che si attesta intorno al 30% e Filippo Fiammetta per il “coordinamento civico” e Controcorrente che si attesta sotto al 5%.
La candidatura di Crisafulli, che ha indicato nella sua squadra di assessori anche il deputato regionale Fabio Venezia e la deputata alla Camera Stefania Marino, entrambi in quota Dem, era diventata ancora una volta un vero e proprio caso politico per il Partito Democratico, chiuso con la mancata concessione del simbolo.
Un problema immediatamente superato rispolverando la lista “Enna Democratica” che ha totalizzato, a calcolo ancora da definire, circa il 27% delle preferenze e che assieme ai voti riportati dalle altre quattro liste a sostegno dello “Zar” andrebbero a raggiungere il 57% di coalizione, garantendo quindi piena governabilità.
"Due ennesi su tre mi hanno votato”, dice Crisafulli che sulla questione del simbolo negato, come nel suo stile, è tranchant: “Visto il risultato che ho avuto e che con la mia storia riesco a rappresentare la storia progressista della mia città, posso dire che no… non c’era bisogno del simbolo”. Una vittoria che Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd ha così commentato: "A Enna il dato certo da cui partire è che il centrodestra perde. Ma è anche certamente una vittoria personale di Crisafulli, frutto della sua storia e della sua esperienza politica. A bocce ferme con il gruppo dirigente faremo una attenta valutazione dei risultati di questa tornata di Amministrative, sia dal punto di vista generale sia in ogni singolo comune".
Nel pomeriggio, mentre nel comitato elettorale l’entusiasmo cresceva già dalle prime schede scrutinate, Ezio De Rose ha riconosciuto la sconfitta dicendo: "Gli elettori si sono espressi e, come sempre in democrazia, il responso delle urne si rispetta senza riserve. Ho telefonato a Crisafulli per congratularmi e augurargli un lavoro proficuo nell’interesse esclusivo della nostra Enna".
L’appuntamento con i festeggiamenti veri e propri per i “ Crisafullers” è stato fissato per giovedì sera, mentre intanto il neo sindaco ha già chiara la scaletta degli interventi da fare per la città partendo dal Policlinico universitario, dalle emergenze del quotidiano e dalla voglia di “dare un nuovo inizio a questa città. Sarà una grande fatica. Ma la dobbiamo fare per risollevarla. Abbiamo davanti una situazione seriamente compromessa e di seria difficoltà. Siamo certi di avere una grande squadra dalla nostra parte”.