amministrative 2026
Messina, De Luca e Basile oltre il 60%. «Siamo un caso politico unico in Italia». Primi dati sulle liste: flop Lega e Forza Italia
Sud chiama Nord esulta, Scurria parla di «voto drogato dalle liste» e la candidata del campo largo Russo se la prende con Dafne Musolino
Una vittoria “matematica” annunciata. Quando alle 19.30 Federico Basile abbraccia la figlia Giorgia, appena arrivato al comitato elettorale, inizia la festa di Sud chiama Nord, che vince con un'ampia forbice, attestandosi quando è tarda sera, al 55,36%. La corazzata schierata da Cateno De Luca, di 15 liste, 1010 candidati (dai 18 ai 92 anni), conquista il jackpot e stacca il secondo, il candidato di centrodestra, Marcello Scurria, di 23 punti percentuali: quando si scrive, gli ultimi dati lo danno al 32,73 per cento. «Una vittoria drogata dal numero di liste», indica subito Scurria.
«Non rispondo a chi è causa della débâcle della propria coalizione e che vuol continuare con la sua supponenza di Re Sole. Piuttosto che sputare verdetti, chieda scusa alla città per questa campagna avvelenata e chieda perdono ai leader ed agli elettori del centrodestra», ribatte De Luca. E pare un rivolo di campagna elettorale che sullo Stretto ha visto toni accesissimi, soprattutto tra De Luca e Scurria, quest'ultimo da lui nominato alla gestione del Risanamento. Un amore tra i due durato il tempo di una legislatura, poco dopo le dimissioni nel 2022, Scurria ha di fatto iniziato un battage social contro Sud chiama Nord, per poi lanciare la sua candidatura, infine raccolta dal centrodestra. Con Scurria correvano, infatti, tutti i partiti di governo, dalla Lega, a Fdi, a Fi, all'Mpa che sullo Stretto conta il ras di preferenze, Francantonio Genovese. Ed è questo il dato delle elezioni sullo Stretto: De Luca da solo ha presentato 15 liste e incassato una vittoria schiacciante, quando a sfidarlo c'erano tutti i partiti, da destra a sinistra.
In questa tornata elettorale muoveva i primi passi anche il campo largo, ma la candidata Antonella Russo, nonostante la presenza di Controcorrente (per la prima volta), M5s e Pd, raggiunge un risicatissimo 13 per cento. «Siamo partiti in ritardo, Messina non ha mai premiato il centrosinistra. Ho lavorato sin dall'inizio credendo in questo campo largo, che però via via, in questa campagna elettorale si è sempre più ristretto, qualcuno ha perfino finito la campagna elettorale sul palco di Scurria», ha sottolineato Russo. Il riferimento, neanche tanto velato, era a Dafne Musolino, di Italia Viva, che è stata avvistata tra il pubblico alla chiusura della campagna elettorale del candidato di centrodestra.
Intanto a creare tensione nelle coalizioni sconfitte adesso sono anche i dati delle liste: quando le sezioni scrutinate sono 95 su 253, Fi e Lega si assestano, infatti, sotto la soglia minima del 5 per cento (Fi 3,59 – Lega 4,97). Vanno meglio Fdi con 7,78 e gli Autonomisti con 8,22 (quest'ultima è la lista di Genovese, non a caso la più votata). Dall'altro lato della sfida elettorale, invece, il Pd incassa l'8,1, mentre Controcorrente e M5s assieme arrivano a un risicatissimo 2,96, ma sono dati ancora molto parziali.
Per il momento, c'è una sola certezza: «I messinesi ci hanno confermato per la terza volta: caso politico mai verificatosi nella storia delle elezioni dirette del sindaco, cioè dal 1992», dice De Luca parlando con La Sicilia. Mentre si tiene lontano dallo Stretto, lasciando il bagno di folla a Basile. «Messina si conferma proiettata ad un progetto civico autonomista e progressista con il monocolore Sud chiama Nord - continua Scateno - unicum in Italia dove nelle città metropolitane governano le coalizioni. Ora riprendiamo il nostro percorso con l’autorevolezza che i messinesi ci hanno consegnato». Un percorso che ora permetterà a De Luca di avere un peso specifico, e calcolato, nello scacchiere delle prossime Regionali.