Amministrative 2026
Marsala, vince Patti e crolla il centrodestra: una coalizione che non sa più fare sintesi
La nuova sindaca trionfa con il campo progressista unito. Grillo e Adamo si dividono i cocci di un'area politica lacerata da veti e personalismi
Il voto amministrativo non lascia molti margini all'interpretazione: Andreana Patti è la nuova sindaca e il centrodestra esce dal confronto elettorale profondamente indebolito e diviso. Il risultato, netto, certifica una dinamica politica che era già emersa in campagna elettorale: da una parte una coalizione progressista compatta, rafforzata dall'innesto di "Sud chiama Nord", dall'altra un'area di centrodestra lacerata da personalismi, veti incrociati e candidature concorrenti.
Alle spalle di Patti si colloca il sindaco uscente Massimo Grillo, che ha condotto la sua corsa senza il sostegno dei principali partiti del centrodestra, scegliendo un profilo civico e rivendicando fino all'ultimo il lavoro svolto negli ultimi anni.
Più staccata Giulia Adamo, già sindaca e candidata di un centrodestra formalmente schierato ma politicamente diviso, che non è riuscita a trasformare la sua storia amministrativa in consenso elettorale.
La serata del voto si è caratterizzata da due scenari molto diversi. Nel comitato di Andreana Patti il clima è stato quello delle grandi occasioni: bandiere, cori, abbracci e una piazza che, man mano che arrivavano i dati, si è trasformata in una festa. Fino all'abbraccio in strada con i sostenitori: «Marsala ha chiesto un cambio di passo e di metodo» - ha dichiarato Patti - «questa città ha bisogno di sentirsi di nuovo inclusa nelle scelte, senza steccati e senza etichette. Il nostro impegno sarà quello di ricucire, ascoltare e rimettere al centro i bisogni reali: servizi che funzionano, attenzione alle periferie, sostegno a chi è più in difficoltà. La casa comunale dovrà tornare a essere un luogo aperto, non un fortino.»
Toni diversi, ma non rassegnati, nel quartier generale di Massimo Grillo, che da oggi siederà tra i banchi del consiglio comunale. L'ex sindaco ha riconosciuto la vittoria di Patti e ha rivendicato la propria scelta di correre senza simboli di partito: «Abbiamo affrontato una sfida complicata, spesso in solitudine. Il risultato non è quello che speravamo, ma dimostra che esiste un'area civica viva, che non si riconosce nelle logiche di apparato. Continuerò a rappresentare in consiglio chi ha creduto in questo percorso».
Ben più cupa l'atmosfera nel comitato di Giulia Adamo, dove il dato elettorale è stato vissuto come la conferma di una frattura profonda nel campo del centrodestra. L'ex sindaca, unica donna ad avere guidato Marsala prima di Patti, ha parlato di «occasione mancata» e di una città che «ha scelto di non premiare una proposta di governo che puntava sull'esperienza». Parole che lasciano intravedere strascichi politici destinati a pesare ancora a lungo.
Sul risultato marsalese è arrivata anche la lettura del segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, che ha inserito la vittoria di Patti in un quadro più ampio: secondo i dati in possesso del partito, la coalizione progressista, quando si presenta unita, non solo vince ma consolida la propria rappresentanza consiliare. Marsala, quinta città della Sicilia per numero di abitanti, diventa così uno dei simboli di una tornata amministrativa in cui il centrodestra paga il prezzo delle divisioni interne.
Il nuovo scenario che si apre in città vede una maggioranza ampia a sostegno di Andreana Patti e un'opposizione chiamata a ridefinire ruoli, linguaggi e alleanze. Il dato politico, però, resta evidente: a Marsala non ha perso solo un candidato, ha perso un intero campo politico che non è riuscito a trovare una sintesi. Ed hanno perso anche i rappresentanti al parlamento regionale che sono scesi in campo in queste ultime settimane.