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"Bisteccheria d’Italia", Delmastro si difende in Antimafia: «Ho fatto un errore; ormai sono diventato vegetariano»

L'ex sottosegretario alla Giustizia, che si dimesso, è stato socio dei Caroccia

26 Maggio 2026, 15:49

15:50

"Bisteccheria d’Italia", Delmastro si difende in Antimafia: «Ho fatto un errore; ormai sono diventato vegetariano»

«Ormai sono diventato vegetariano e mi sono convertito. Non mangio più carne». Così l’ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro - ascoltato in Antimafia - in merito al caso del locale dei Caroccia "Bisteccheria d’Italia", di cui era diventato socio.

Chi ha guidato il processo decisionale sulla società? «Certamente io e mi rammarico anche di questo. I miei amici si affidavano di più a me evidentemente. Ho invitato anche altri esponenti politici di FdI in quel locale tra cui per esempio, al ristorante dove non ero socio, una sera è passato l’onorevole Donzelli, ma nessuno degli esponenti politici non ha fatto più che una cena o avuto frequentazioni del locale. Un altro collega che è venuto a cena è l’onorevole Schiano. Ho invitato parecchi colleghi o persone che nulla c'entrano con la politica, non penso che sia un reato invitare colleghi a cena», ha affermato l’ex sottosegretario, rispondendo alle domande dei commissari; «ho fatto un errore in piena inconsapevolezza». Delmastro ha anche aggiunto: «Non ho mai avvisato Giorgia Meloni sulla vicenda della società, ho avvisato Giovanni Donzelli in qualità di responsabile organizzativo del mio partito, condividendo con lui la necessità di uscire precipitosamente da quella società. L’ho avvisato all’indomani di quando ho avuto consapevolezza, tra il 18 e il 19 febbraio». E ancora: «Il danno simbolico per aver cenato in quel ristorante? Non ci sono attualmente non ho evidenze di riciclaggio. Comunque io mi sono dimesso».

«Sembra un clima da autodafè, quei processi del medioevo doveva uno doveva anche ammettere, prima che venisse giustiziato dall’inquisizione, la inadeguatezza a respirare, vivere e sopravvivere. Non mi sento inadeguato, ritengo di aver commesso un errore e di fronte a quell'errore, per il quale non sono indagato, mi sono dimesso».