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L'intervista

La Vardera (Controcorrente) enfant prodige e re Mida del campo progressista: «Resto il migliore candidato possibile»

Il successo ad Agrigento e il rapporto con Cateno De Luca, ma anche la provocazione: «Il centrosinistra deve ripartire da Crisafulli? Meglio Totò Cuffaro»

27 Maggio 2026, 07:30

La Vardera (Controcorrente) enfant prodige e re Mida del campo progressista: «Resto il migliore candidato possibile»

Ismaele La Vardera e Michele Sodano

La Vardera, cosa si dice a chi non ha vinto le elezioni ma ha vinto le elezioni? Auguri?
«Controcorrente è senza dubbio la novità di queste elezioni. Il ballottaggio ad Agrigento un risultato straordinario, che dimostra che nella città dei dinosauri per eccellenza la Sicilia vuole cambiare pagina. Siamo la prima lista del campo largo, Agrigento può diventare un laboratorio politico. L’esperimento civico di Michele Sodano è un po’ il corrispettivo di quello che Silvia Salis è stata a Genova. Sono prove generali per il governo della Regione».

Ci sono stati altri esperimenti di campo largo in cui, però, i risultati non sono arrivati.
«Ma noi siamo trainanti. Già questo è straordinario. Ci siamo presentati ad Agrigento ed eleggiamo tre consiglieri; il Movimento 5 stelle quando si presentò per la prima volta alle comunali era a Bagheria, vinse, ma aveva già deputati nazionali».

Prima le chiedevano “Cosa vuole fare Ismaele La Vardera da grande?”. Ora La Vardera è cresciuto: cosa vuole fare?

«Io rimango candidato presidente della Regione. Fino a qualche mese fa ero forte dei sondaggi che davano Controcorrente in crescita, adesso quei voti sono dentro alle urne. Non posso che fare un ulteriore passo in avanti; ricordo che la mia candidatura è l’unica in campo, e l’unica che può permettere ai progressisti di vincere per davvero».

Gli alleati non sembrano convinti.
«Con gli alleati, per esempio con il M5s a Ispica, siamo andati al ballottaggio. Io sono convinto che in cuor loro stiano maturando che la mia è l’unica soluzione. Ho messo insieme una squadra che in un anno è riuscita a radicarsi, abbiamo creato qualcosa di più grande di noi. Trovatemi un candidato alternativo, che possa riportare la gente al voto, e io sono disposto a fare cento passi indietro. Questo candidato non lo vedo».

E se un’alternativa spuntasse che si fa?
«Non mi sono mai tirato indietro, semmai sono stati gli altri a frenare sulle primarie. Non metto limiti alla provvidenza. Dico: troviamo un metodo, affidiamoci alla sorte, tiriamo i dadi... Ma scegliamo, l’attendismo dimostra solo che non andiamo da nessuna parte. La possibilità di dare una spallata c’è: la gente è stanca, vuole voltare pagina».

Lei sale, il M5s scende. Le cose sono legate?
«Secondo me no. Il voto per noi va al di là del “voto di protesta”, perché ho fatto delle battaglie che hanno avuto risultati. Magari tra i nostri elettori ci sono persone che votano a destra ma che hanno deciso di dare un voto libero e civico. Noi facciamo cose che vanno al di là delle appartenenze, ma naturalmente non andremo mai con chi fa parte di questo governo. E ne paghiamo il prezzo: potrei sventolare la bandiera di altre vittorie, come per esempio a Lentini, dove c’era qualcosa che non mi convinceva e ho fatto un passo indietro, pur essendo contento del risultato».

Cateno De Luca finirà nel campo progressista?
«Intanto, noi abbiamo dimostrato di non essere il partito dei like, come lui spesso ci definisce. Detto questo, non mi va di parlare di lui. Mi è dispiaciuto però vedere che ad Agrigento lui sia stato dall’altra parte, avremmo potuto vincere al primo turno per pochi voti. E lui stava con Lega e Dc. Non comprendo la sua linea, a volte».

Quindi lei ce lo vede.
«Non abbiamo messo veti su di lui, ma crediamo che debba chiarirsi le idee. Non si può fare un po’ a sinistra e un po’ a destra, solo per rompere».

Cateno De Luca sì, ma Mirello Crisafulli no?
«Io lì non ho partecipato convintamente, perché se dobbiamo ripartire da Crisafulli... Posso dire, con tutto il rispetto, per assurdo, meglio Totò Cuffaro. Un vecchio volpone della politica come Crisafulli, che è il Cuffaro della sinistra, non può essere la ripartenza della sinistra».

È uno che è oltre il 60% in un capoluogo.
«Ho capito. E so che me la faranno pagare. Ma se devi andare Controcorrente allora ci devi andare sempre».