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il personaggio

Cateno De Luca Figaro di Sicilia, con chi correrà alle Regionali? Ecco chi lo vuole e chi no sia a destra che a sinistra

A Marsala col Pd, a Ribera con la Dc, con chi correrà alla fine il leader di Sud chiama Nord?

27 Maggio 2026, 07:16

07:20

Cateno De Luca Figaro di Sicilia, con chi correrà alle Regionali? Ecco chi lo vuole e chi no sia a destra che a sinistra

«A un certo punto, non sapevo più dove fosse finito Cateno». Scherza ma nemmeno troppo Dario Safina, deputato del Pd di rito schleiniano, uno dei protagonisti del successo a Marsala della neo sindaca Andreana Patti. «Lì Cateno con chi stava?», chiede a un certo punto, facendo la rassegna delle variabilissime geometrie del sindaco di Taormina. Il Figaro di Sicilia, come ama definirsi, con tanto di magliettina sfoggiata nel corso di una trasmissione televisiva: «Tutti mi cercano, tutti mi vogliono», intona la t-shirt.

E in effetti, è così. E De Luca sembra divertirsi nel ruolo di battitore libero, leader di Sud chiama Nord, ma anche di Sinistra chiama Destra, se vogliamo. «Chi ha cercato di analizzare la mia azione amministrativa da sindaco si è confuso», dice in un’intervista al Corriere della Sera.

Da Ribera e Agrigento, dove correva con i cuffariani, fino a Marsala, appunto, dove ha vinto un campo larghissimo, cioè con annesso De Luca, appunto. Cateno è ovunque, quasi come se cercasse una rivincita nei confronti del suo nome.

Ma adesso, il momento delle scelte si avvicina. Sebbene lui, dalle colonne del Corrierone, gira al largo delle caselle: «Resto fermo nelle mie posizioni, vediamo chi si avvicinerà alle nostre. Sono post-ideologico». Così, nel frattempo dialoga con pezzi del Pd, quelli più vicini al presidente Stefano Bonaccini, che rappresentano la maggioranza del gruppo parlamentare: «Dobbiamo aprire a De Luca», aveva detto pochi giorni fa il capogruppo Dem all'Ars, Michele Catanzaro.

Safina giocherebbe nell'altra parte del campo Dem, più vicino alla segretaria nazionale e ai dirigenti più prossimi al vertice che hanno escluso con toni più o meno categorici il dialogo con De Luca: «Ma Marsala – spiega Safina – deve diventare un modello. Questo è un laboratorio che deve insegnare molto e che ritengo sia replicabile. Certo, a livello regionale cambiano molte cose. E lo stesso De Luca dovrebbe fare uno sforzo di chiarezza, non può pensare di giocare su tutti i tavoli». C'è poi il merito politico: «Se stiamo parlando del De Luca delle Europee sono contrario a un'alleanza, ma se volesse aderire a un programma che metta al centro la giustizia sociale e ambientale, cioè concordare con la coalizione anche le idee relative alla politica industriale della Regione, perché no? Il nostro obiettivo – conclude – deve essere quello di mandare a casa questo centrodestra disastroso. E ci riusciremo solo se riusciremo a portare elettori moderati dalla nostra parte».

Ma quegli elettori, a quanto pare, piacciono anche dall'altra parte. E ormai gli inviti a De Luca a scegliere di appoggiare il centrodestra sono palesi. L'ultimo è quello di Gianfranco Micciché: «Non si può sottovalutare – ha detto l'ex presidente dell'Ars - il risultato ottenuto da Cateno De Luca e dal suo movimento, con cui va aperto subito un confronto che lo possa vedere protagonista, magari insieme a una figura forte e credibile del centrodestra».

Una ipotesi, quella dell'ingresso organico di De Luca nella coalizione di centrodestra, che non viene esclusa nemmeno da Fratelli d'Italia: «Noi – ha detto il commissario regionale Luca Sbardella – siamo favorevoli a discutere ogni iniziativa che possa contribuire ad allargare il perimetro del centrodestra in Sicilia». Insomma, è un altro sì per Cateno. Che tutti cercano e che tutti vogliono. «Ma intanto, dov'è finito?», chiedono a destra e chiedono a sinistra.