la polemica
L'eco di Matteotti fa ancora paura? I banchi vuoti della maggioranza che imbarazzano Montecitorio
Apposta la targa sul luogo dell'ultima storica denuncia ai brogli fascisti del 1924. Tra applausi trasversali e assenze pesanti, la memoria storica si conferma un aspro campo di battaglia
La Camera dei deputati ha consacrato lo scranno numero 14 a luogo di memoria permanente dedicato a Giacomo Matteotti.
L’omaggio, però, è subito diventato terreno di scontro politico per via dei numerosi posti vuoti tra i banchi della maggioranza.
Proprio da quel banco, collocato all’estrema sinistra della quarta fila dell’emiciclo di Montecitorio, il parlamentare socialista pronunciò il celebre intervento del 30 maggio 1924, che gli sarebbe costato la vita.
Dieci giorni più tardi, il 10 giugno 1924, Matteotti fu rapito a Roma e assassinato, un delitto che aprì drammaticamente la strada al consolidamento della dittatura mussoliniana.
Con la targa commemorativa, il seggio è stato definitivamente sottratto alla normale assegnazione, completando un percorso istituzionale annunciato un anno fa dall’attuale presidente della Camera in coincidenza con il centenario di quel discorso.
L’iniziativa, promossa anche a seguito di un ordine del giorno di Alleanza Verdi e Sinistra, intende ricordare la difesa della legalità e l’indipendenza del Parlamento di fronte a intimidazioni, brogli e violenze del fascismo, che Matteotti documentò con rigore.
Presiedendo la cerimonia, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha definito il deputato del Polesine un “uomo valoroso”, invitando l’Aula a un minuto di silenzio, seguito da un applauso trasversale. L’immagine di unità, tuttavia, si è incrinata davanti all’evidenza dei banchi semideserti.
Mentre esponenti di Avs, Pd, Fratelli d’Italia e Lega rendevano omaggio al coraggio del leader socialista, le cronache hanno registrato assenze significative proprio durante lo svelamento della targa, particolarmente visibili nei settori delle forze di governo.
Arturo Scotto (Pd) ha bollato come “vergogna” la fotografia dei banchi vuoti circolata online, mentre Luana Zanella (Avs) ha contrapposto il carattere “dovuta” della commemorazione alla scarsa presenza dei deputati di destra.
La polemica conferma come la memoria di Matteotti continui a rappresentare una cartina di tornasole della qualità democratica delle forze politiche, richiamando il Paese al rifiuto della violenza come strumento di lotta e alla centralità irrinunciabile del Parlamento.