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Politica

Ispica verso il ballottaggio, Arena balla da solo e racconta i retroscena politici

"Bello l'exploit di Monaca, ma con lui non farei mai un accordo: non lo rispetterebbe. Leontini? Ha tradito Galifi. Flop anche per Cafisi"

28 Maggio 2026, 07:35

Ispica verso il ballottaggio, Arena balla da solo e racconta i retroscena politici

La Vardera con Serafino Arena pronto a correre per il ballottaggio

Serafino Arena, partiamo dal risultato: è ufficialmente al ballottaggio. Che effetto le fa?
«È un risultato importante e sono soddisfatto. Abbiamo lavorato con serietà e la città lo ha riconosciuto. Non mi aspettavo invece l’exploit di Paolo Monaca: pensavo potesse arrivare a 1.200 voti, invece ha superato di molto quella soglia. Le sue liste hanno preso meno voti di lui, segno che ha avuto un forte traino personale, soprattutto nell’area di Forza Italia».

A proposito di risultati, che lettura dà di quelli che tutti dipingono come flop?
«È evidente. Cafisi, sostenuto da Fratelli d’Italia, e Galifi, appoggiato da Mpa–Grande Sicilia, hanno ottenuto risultati molto inferiori alle aspettative. Mi dicono che Galifi ci sia rimasto davvero male, e lo capisco: non meritava una caduta così brusca. Anche Salvatore Moltisanti, candidato al Consiglio con Galifi, ha espresso critiche molto chiare verso chi — a suo dire — ha tradito, a partire dal sindaco Leontini».

Lei ha parlato più volte di “tradimenti” nel centrodestra. A cosa si riferisce?
«È evidente che ci sono state dinamiche interne pesanti. Molti voti che dovevano andare a Galifi sono finiti altrove. E Moltisanti lo ha detto con qualche giro di parole ma indicando il primo responsabile che, secondo lui, è Leontini, il sindaco uscente. Io non entro nelle loro questioni, ma è chiaro che qualcosa si è rotto».

In questo quadro, si è parlato di possibili apparentamenti. Lei cosa risponde?
«Rispondo quello che ho sempre detto: andiamo da soli. Non ho intenzione di fare accordi con nessuno. Non ora, non quando ci sarà la scadenza, non dopo. Non voglio allearmi con chi ha governato finora né con chi ha condiviso certe scelte politiche. La nostra linea è chiara».

Però lei stesso ammette che, teoricamente, un’intesa con Monaca sarebbe possibile sul piano ideologico…
«Sì, teoricamente sì. Ma la teoria non basta. Paolo lo conosciamo: si è candidato due volte a sindaco e non ce l’ha fatta, ha avuto un flop anche alle regionali. E soprattutto — lo dico con franchezza — è una persona politicamente imprevedibile: un giorno è bianco, l’altro è nero. Non riesce a mantenere gli accordi. Io lo conosco bene. Che senso avrebbe un apparentamento così?».

Mercoledì mattina lei è stato a Palermo con Ismaele La Vardera. Che ruolo ha avuto questo incontro nelle sue decisioni?
«Sì, sono stato a Palermo per una conferenza stampa con La Vardera, che è il mio riferimento politico e leader di Controcorrente. Abbiamo parlato a lungo della situazione di Ispica. Lui è stato chiarissimo: mi ha detto di andare avanti da solo, senza compromessi e senza accordi che snaturerebbero il nostro progetto. È stato un confronto importante, che ha rafforzato la mia convinzione».

E Muraglie che cosa farà?
«Immagino che anche lui eviterà qualsiasi apparentamento. Del resto, questo significherebbe rinunciare ad alcuni dei nostri consiglieri. Dieci se vinco io, altrettanto se vincerà Muraglie. Ma perché si dovrebbe correre il rischio di fare entrare qualcuno che non crede nel nostro progetto in maniera convinta ma lo farebbe solo per il tornaconto del momento?».

Che ruolo ha avuto il sindaco uscente in questa tornata elettorale?
«Leontini è un politico esperto, un “marpione”, come si dice. Alle scorse amministrative deve ringraziare la lista che avevo messo in piedi io, Rinascita Ispicese: quei mille voti di scarto gli hanno permesso di battere Muraglie. Ora userà il flop di Galifi per dire a Palermo: “Vedete? Non avete voluto la continuità. Dovevate candidare me”. È il suo modo di fare politica. Ma dispiace per Angelo, che non meritava tutto questo».

Guardando al ballottaggio, qual è la sua strategia?
«La strategia è semplice: continuiamo da soli, con coerenza. Abbiamo dimostrato che il nostro progetto ha basi solide. Ora dobbiamo convincere chi non ha votato o chi è indeciso. La città ha bisogno di una guida nuova, libera da vecchie logiche».

C’è qualcosa che l’ha colpita particolarmente in questa campagna elettorale?
«Sì, la presenza massiccia di deputati, senatori, ministri… sembrava una campagna regionale più che comunale. Ma alla fine decide la città, non i big della politica».

Un’ultima battuta: come vede il clima politico in città dopo il primo turno?
«È un clima strano. C’è chi è deluso, chi è arrabbiato, chi pensava di avere già vinto. Ma la democrazia è questa: si vota, si conta e si riparte. Io sono pronto. E credo che Ispica abbia davvero voglia di cambiare».