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Amministrative 2026

Ancora caos a Palazzo Zanca: errore e verbali carenti bloccano lo spoglio

L'inesperienza dei presidenti di seggio ha provocato ritardi e anomalie nella redazione dei verbali, problemi di caricamento sulla piattaforma: a rischio la composizione del consiglio

28 Maggio 2026, 20:44

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Ancora caos a Palazzo Zanca: errore e verbali carenti bloccano lo spoglio

Si è passati dal drammatico del 2022 al tragico del 2026. Se qualcuno aveva già bollato come paradossale la situazione quattro anni fa, quando ci vollero ben diciassette giorni perché si giungesse all’ufficialità dei dati e all’insediamento del consiglio comunale, quello che sta accadendo in queste ore a Palazzo Zanca va ben oltre.

Complice l’inesperienza di moltissimi presidenti di seggio, tra surroghe e sostituzioni ne sono stati cambiati più della metà a ridosso dell’avvio delle operazioni di voto, il caos regna sovrano. In due giorni di lavoro per il seggio centrale presieduto dal magistrato Giuseppe D’Agostino, coadiuvato dal presidente della prima sezione Mario Siracusa, sono stati una cinquantina, i presidenti convocati per ulteriori chiarimenti. Integrati i verbali di diverse sezioni nelle parti mancanti, con il controllo incrociato delle tabelle di scrutinio. Un lavoro lungo e impegnativo, che di fatto rallenta di molto le operazioni di verifica. E quella dell’attribuzione dei voti ai candidati a sindaco è la parte più semplice. Quella più complessa riguarda la convalida dei voti di lista e delle singole preferenze. Diverse le criticittà che hanno reso particolarmente difficile persino il caricamento dei dati nella piattaforma dedicata alle elezioni amministrative elaborata dal Ced.

La struttura ha fatto sapere, attraverso l’ufficio stampa del Comune, che «eventuali ritardi nell’aggiornamento di ulteriori dati non sono da attribuire agli uffici comunali» e che «le anomalie e incongruenze rilevabili, derivanti da dati errati o imprecisi contenuti nei verbali delle operazioni di sezione, saranno verificati, integrati ed eventualmente corretti dall’Ufficio centrale elettorale». Una bella gatta da pelare, se si pensa al numero delle liste, 26, e di candidati, oltre 800 solo quelli in corsa per il consiglio comunale. Senza contare poi le difficoltà legate al conteggio delle doppie preferenze o al riconoscimento di moltissimi voti, che potrebbero di fatto pesare sulla geografia dell’aula, in particolare in tutti quei casi in cui la presenza in consiglio si gioca sul filo di lana di una manciata di preferenze.