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il racconto

Giovanissimi e nostalgici, boom per Vannacci a Catania. Soffia sul fuoco dell'insicurezza e promette: «Alle Regionali ci saremo»

Oltre 700 persone per ascoltare il nuovo messia della destra. Un terzo ha meno di 30 anni. L'europarlamentare sicuro: «Nel 2027 consensi a doppia cifra»

29 Maggio 2026, 06:50

Giovanissimi e nostalgici, boom per Vannacci a Catania. Soffia sul fuoco dell'insicurezza e promette: «Alle Regionali ci saremo»

«State attenti, i giornalisti cercheranno i vostri tatuaggi, le vostre collane magari un po' eccentriche, le vostre teste pelate, quelli vestiti di nero». Alla fine di un'ora e mezza di discorso, Roberto Vannacci mette in guardia i fan accorsi ad ascoltarlo all'hotel Romano Palace di Catania. Ed è vero: ci sono i tatuaggi con le aquile imperiali, le magliette con gli slogan fascisti, i ciondoli con le croci celtiche. Così come una certa passione per il dress code nero. «Domani diranno che siete tutti estremisti», continua. «Ci sono!», rivendica orgogliosamente un giovane dalla platea. Ma non basta la simbologia a spiegare la calca che riempie la sala dell'albergo, sfidando il primo caldo estivo e strabordando fuori.

Circa 700 persone, moltissimi giovani e giovanissimi, venute ad ascoltare di persona il nuovo messia della destra, «quella pura, orgogliosa, fiera della sua storia e che non si diluisce», secondo le parole del leader di Futuro Nazionale ed europarlamentare. Che tra i suoi fan non ha nome, è solo «il generale», epiteto scandito in coro più volte durante il suo intervento, nei passaggi che richiedono un aumento dei decibel: la remigrazione, la sicurezza, l'assistenzialismo come paghetta di stato, le tasse, «il sogno» di un partito a doppia cifra nel 2027, «e non vi dico quale sia la prima delle due cifre perché non metto limiti alla provvidenza, con un esercito come voi - aizza l'ex militare - andremo lontano».

Vannacci è in Sicilia per un tour di cinque giorni che toccherà diverse città. «In tutta Italia gli iscritti sono 73mila, tremila solo nelle ultime 24 ore, una crescita straordinaria», snocciola i numeri Rossano Sasso, uno dei due deputati ad avere abbandonato la Lega. Futuro Nazionale cresce anche sull'Isola dove il tesseramento ha sfondato quota 4.200.

«A Bruxelles di Sicilia non sanno niente e un bagno in questo mare non se lo sono mai fatto». Vannacci sì. Appena arrivato a Catania, ci tiene a raccontare, «sono andato ad allenarmi sulla vostra splendida spiaggia dove mi hanno fermato moltissime persone». Un culto del corpo che parla ai tanti muscoli presenti in sala. Così come, viene fuori da un altro aneddoto del generale, «sono stato avvicinato su un treno regionale. Lei qui? Mi hanno chiesto. Perché, un parlamentare non prende i treni regionali?».

Ci tiene a presentarsi come uomo del popolo. Contro «l'Europa del green deal che ci costa 40 centesimi al litro in più sul carburante», contro «la vecchia politica che pensa solo a occupare poltrone», contro «gli impressionanti adempimenti burocratici delle piccole e medie imprese». C'è tutto il pacchetto dell'anticasta che andava forte dieci anni fa. Soprattutto contro «i clandestini da rimandare a casa», insieme agli stranieri che hanno commesso reati, «anche quelli di seconda generazione», che però spesso non hanno visto altra «casa» al di fuori dell'Italia. È la proposta di remigrazione che Vannacci promette di mettere in atto. Ed è anche il tema su cui il pubblico si scalda maggiormente. «Remigrazione, remigrazione», si alza a un certo punto il coro di centinaia di persone. 

Nel mondo secondo Vannacci è colpa degli stranieri «la gravissima situazione della sicurezza in Sicilia». Nessun accenno alla violenza dilagante tra i giovani, o alla criminalità organizzata che rialza la testa e impone il pizzo. Ricorda la violenza sessuale di gruppo di cui fu vittima una ragazzina di 13 anni alla villa Bellini e l'omicidio di Santo Re, avvenuto un anno fa a Ognina per mano di un parcheggiatore abusivo. Due episodi che hanno scosso Catania i cui responsabili sono stranieri. «Tornino a casa loro a scontare la pena». «A casa», gli fanno eco dal pubblico, un urlo che supera il più forte applauso della serata. 

Ed è colpa degli stranieri anche il fatto che «la Naspi è diventato un modo per stare due anni senza fare nulla». Quando Vannacci cita la vecchia disoccupazione, per qualche secondo cala il silenzio in sala. Forse perché in Sicilia nel 2024 le domande accolte sono state 209mila, il 10 per cento del totale nazionale. Solo in provincia di Catania più di 40mila. Un tema delicato, dunque. Ma basta poco per tornare a individuare il vero nemico. «I professionisti della Naspi sono gli stranieri che si fanno licenziare, stanno sei mesi nel loro Paese dove lavorano mentre sono pagati da noi, hanno il doppio stipendio». Applausi. 

D'altronde, «patriottismo e sicurezza» sono i motivi per cui tre 19enni, in attesa del firma libro, dicono di seguire l'ex generale. «Non abbiamo mai partecipato a un evento politico, il prossimo anno si vota e dobbiamo farci un'idea di come va il mondo». Un terzo del pubblico ha meno di 30 anni. «Vogliamo crescere qui e per farlo abbiamo bisogno dell'aiuto di questo partito», aggiunge uno di loro che ha preso la tessera di Futuro Nazionale. È a loro che Vannacci parla, quando l'incontro prende una piega motivazionale: «Se siete qua è perché non siete soddisfatti, perché desiderate qualcosa di diverso. Volete il futuro nelle vostre mani e non qualcuno che ve lo dia preconfezionato. Un futuro da costruire con lo studio e i sacrifici». 

Tutte cose a cui la destra al governo, a Roma e in Sicilia, secondo l'europarlamentare non sa dare risposte. «Cominciano ad avere paura. Alzano muri. "Non abbiamo bisogno di Vannacci", dicono. Ma chi te l'ha chiesto? Marina Berlusconi (e partono fischi in sala ndr) a che titolo parla? Se accettiamo che parli per conto di Forza Italia significa accettare l'idea che il partito sia eterodiretto dalla finanza e dall'editoria». Quindi la promessa: «A chi parla contro di noi dico: conservate il fiato perché vi servirà tra un anno. In Sicilia a maggior ragione fate silenzio, perché ci saremo anche alle Regionali».