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l'aneddoto

Miccichè sul palco della festa di Crisafulli: «Mirello, Cuffaro e Alfano: vi racconto una cosa che mi tengo dentro da 20 anni»

L'ex fedelissimo di Berlusconi, ospite del neo sindaco di Enna, ha voluto rivelare una vecchia storia che intreccia retroscena sull'apertura della Kore alla sua elezione a presidente dell'Ars

29 Maggio 2026, 19:40

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crisafulli miccichè

La festa di Mirello Crisafulli, ieri sera a Enna, in occasione della sua vittoria alle elezioni comunali, ha avuto un ospite d'eccezione: Gianfranco Miccichè. Cosa ci faceva lo storico fedelissimo di Silvio Berlusconi, tra i primi militanti di Forza Italia in Sicilia e presidente dell'Ars durante il governo di Nello Musumeci? La risposta sta nell'aneddoto che il deputato regionale, oggi al gruppo Misto, ha voluto raccontare dal palco. «Una cosa che mi tengo dentro da vent'anni che riguarda Mirello». Una storia che ha per protagonisti, oltre i due diretti interessati, anche Angelino Alfano e Totò Cuffaro. 

«Più di vent'anni fa - racconta Miccichè - Mirello, avendo avuto con me sempre un rapporto di simpatia, mi chiese una mano per realizzare la Kore. Io ero al Cipe e davamo i quattrini. La Moratti era ministro della Pubblica istruzione. Bisognava che lei, nonostante tutte le università siciliane fossero contrarie, desse il suo via libera e io la convinsi. Mi impegnai per far avere i quattrini, insomma feci la mia parte».

Svelato il retroscena sulle dinamiche politiche dietro la nascita dell'università privata di Enna, la storia continua con un salto temporale. Siamo nel 2006: Crisafulli è da poco eletto alla Camera dei deputati, Micciché all'Assemblea regionale siciliana, di cui vuole diventare presidente. L'accordo nel centrodestra ci sarebbe, o almeno ne è convinto l'uomo forte di Forza Italia. «Il giorno primo del voto in aula, mi chiama Mirello: "Unni sì?", mi chiede. "Sono a casa a Palermo". "Io sono a Roma, sto arrivando". Arriva e mi dice: "Ora devi fare quello che ti dico io". Lui era del Pd, io di Forza Italia, parti opposte. "Devi chiamare Totò Cuffaro e Alfano (in quel momento rispettivamente presidente della Regione e deputato nazionale ndr) e gli dici che non vuoi fare più il presidente dell'Ars ma l'assessore alla Sanità"». Miccichè tentenna. «Ma Mirello sapeva che mi avevano organizzato una trappola per l'indomani, non mi avrebbero fatto eleggere. Ma siccome è un uomo - e questo è quello che voglio che voi sappiate - siccome è un uomo con la U maiuscola e io gli ero stato vicino per la realizzazione della Kore, avendo saputo, come Pd, che volevano fottere Miccichè ed erano felici, lui anziché essere felice insieme agli altri, mi avvertì». 

Il deputato forzista chiama effettivamente Cuffaro e Alfano che si precipitano a casa sua. «Ma Mirello non se n'è andato, si è nascosto perché voleva sentire. E ha sentito tutto. Io dissi: "Ci ho ripensato, voglio fare l'assessore". Sbiancarono tutti due. "Non mi fido di voi, ho avuto la sensazione. Io stasera sono assessore alla Sanità. Se poi domani mi eleggete alla prima votazione, faccio il presidente dell'Ars". Quindi - conclude Miccichè - grazie a lui sono diventato presidente dell'assemblea».