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sanità

Liste d'attesa: gli esami e le visite impossibili da prenotare in Sicilia (tra le 5 Regioni peggiorate nel 2026)

Agenas lancia la nuova piattaforma per il monitoraggio dei tempi di risposta alle prescrizioni. E dal confronto col 2025, si scopre una Regione che va indietro

30 Maggio 2026, 06:50

cup: centro unico di prenotazioni

«La diffusa tendenza al miglioramento» in tutta Italia di cui parla l'Agenas a proposito delle liste d'attesa nella sanità non supera lo Stretto di Messina. Tra il 2025 e i primi quattro mesi del 2026 il sistema sanitario siciliano peggiora le sue capacità di garantire esami diagnostici (dove l'Isola è agli ultimi posti) e visite (dove nonostante il calo, rimane sopra la media nazionale) nei tempi previsti. Con picchi negativi per prestazioni come la colonscopia, l'elettromiografia, le visite pneumologiche e gastroenterologiche.

La buona notizia è che l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha lanciato una nuova piattaforma per monitorare le liste d’attesa, con dati aggiornati provenienti dalle Regioni e dove si possono anche fare segnalazioni. Un passo avanti nella trasparenza. «La piattaforma - sottolinea Agenas - non serve a stilare classifiche, ma a capire dove occorre intervenire per migliorare. Dal confronto sono emerse, oltre ai problemi da risolvere, anche le misure che stanno funzionando, ovvero le buone pratiche adottate in un contesto e che possono essere diffuse in altri». 

PRIME VISITE

Tra il primo quadrimestre del 2025 e quello del 2026 in 16 Regioni su 21 c'è stato un miglioramento nel rispetto dei tempi d'attesa per le prime visite. Così la media nazionale delle prestazioni erogate entro la soglia corretta (tre giorni per quelle Urgenti, 10 giorni per le Brevi, 30 giorni per le Differite e 120 giorni per le Programmate) è passata dal 76,1 a 78,7%.

La Sicilia rimane sopra questa media, ma è tra le cinque Regioni che ha registrato un peggioramento, scendendo dall'88 all'80,6%. Entrando nel dettaglio: per le visite Urgenti la Sicilia scende dal 83,7 a 76,5% (contro una media nazionale del 80,6); per le Brevi dal 76 al 75% (media del 80,2); per le Differite da 81,4 al 74% (media del 73,2%); per le Programmate dal 98,5 al 91,5% (sopra la media, del 84,7%).

ESAMI DIAGNOSTICI

Ma è nella capacità di dare risposte alle richieste di esami diagnostici che l'Isola è fanalino di coda. Se a livello nazionale i tempi sono rispettati nell'84,7% dei casi (in crescita rispetto all'83% del 2025), in Sicilia questa percentuale scende al 72,8% (-4 punti dell'anno scorso).

La situazione più disastrosa è per gli esami da svolgere entro tre giorni (urgenti): da gennaio ad aprile 2026 solo nel 55,1% dei casi i tempi sono stati rispettati (un crollo rispetto al 67,5% del 2025 e 20 punti in meno della media nazionale). Male anche le prestazioni entro 10 giorni (brevi), puntuali solo nel 60,3% (contro una media del 77,3%), e gli esami differiti (il 70,3% in Sicilia, contro l'86,8 in Italia). Per quelli programmati l'Isola peggiora ma si attesta ancora, con l'84% della puntualità, sulla media nazionale. 

LE PRESTAZIONI PIU' DIFFICILI DA PRENOTARE

Per cosa fanno più fatica i siciliani ad avere un esame diagnostico nei tempi previsti? Di fronte a una prescrizione urgente le maggiori difficoltà si riscontrano nell'ecografia della mammella, per cui il rispetto dei tempi sembra una chimera: nel 2026 è avvenuto solo nel 23,6 per cento dei casi. Complicato anche per la risonanza magnetica all'encefalo (24,2 per cento), per l'elettromiografia (il 25 per cento dei casi avviene nei tempi giusti), per la risonanza magnetica all'addome (solo nel 30 per cento dei casi), per l'ecografia al capo e all'encefalo (35,8 per cento) e per la colonscopia (il 40 per cento nelle soglie temporali corrette). Alcuni di questi esami - la colonscopia e la risonanza all'addome in particolare - non migliorano neanche quando la ricetta ha classe breve, differita o programmata, segno che c'è una difficoltà strutturale nel dare risposte da parte del sistema sanitario siciliano. 

Per quanto riguarda le prime visite, a non rispettare i tempi sono in particolare quella gastroenterologica (una prestazione urgente ha risposta in tre giorni solo nel 52 per cento dei casi), pneumologica (nel 52 per cento dei casi) ed endocrinologica (nel 54,5 per cento). Mentre è più semplice avere una visita oculistica (nel 92 per cento nei tempi) e oncologica (nel 90,8 per cento dei casi). 

LA DIFFICOLTA' DEL CUP

C'è infine un altro dato anomalo che riguarda l'Isola: nel 19,1 per cento dei casi il paziente chiama il Cup per prenotare la prestazione dopo che i giorni entro i quali dovrebbe avere risposta sono già passati. Ad esempio dopo dieci giorni per la classe di priorità B. È una delle percentuali più alta d'Italia e Agenas sottolinea che quando questa percentuale «supera il valore fisiologico stimato intorno al 5-6%, è possibile che ci siano delle disfunzioni in termini di accessibilità alla prenotazione». Detto in termini semplici, è quello che tutti i siciliani hanno sperimentato almeno una volta: la difficoltà di trovare la linea libera e di avere risposta chiamando ai numeri che fungono da centri unici di prenotazione (sull'Isola non ancora unico). 

I NUMERI ESPLOSI NEL 2026

Nei primi quattro mesi del 2026 in Sicilia, stando ai dati pubblicati da Agenas, sia gli esami che le visite sono letteralmente esplosi rispetto allo stesso periodo del 2025. Le prime visite sono raddoppiate, passando da 149mila a 319mila. Gli esami diagnostici ancora di più: da 98mila a 250mila.

A contribuire all'impennata dei numeri non è solo l'aumento delle richieste da parte dei pazienti, ma il fatto che la Regione ha nel frattempo migliorato e perfezionato gli strumenti per trasmettere ad Agenas le informazioni. Fattore che il dirigente generale del del Dipartimento per le Attività Sanitarie Giacomo Scalzo aveva sottolineato qualche mese fa. «La qualità dei dati è salita dal 60% al 90% - diceva - Avere dati buoni è la sola base per costruire strategie concrete». 

COME MIGLIORARE

«Complessivamente - sottolinea Agenas - possiamo dire che le cose vanno meglio dove si è intervenuti con una serie di strumenti che agiscono contemporaneamente su più fronti, quali la centralizzazione delle agende, l’uso dei finanziamenti per pagare il lavoro aggiuntivo dei medici, l’apertura di ambulatori e servizi di diagnostica anche nei weekend, il recall dei pazienti in agenda per contrastare quel 20% che si prenota e poi non si presenta all’appuntamento, l’implementazione di software di intelligenza artificiale per l’ottimizzazione delle agende con il riutilizzo dei posti rimasti disponibili, o ancora l’introduzione di app per la prenotazione integrate già con il Fascicolo Sanitario Elettronico. Serve - concludono dall'Agenzia - anche lavorare soprattutto sull’appropriatezza prescrittiva, attraverso tavoli di confronto con i medici di medicina generale».