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Degrado urbano

La gru di via Samperi: 18 anni di abbandono e immondizia

Il cantiere infinito dell'ex Palazzo Colapesce e quei resti del VII a.C. inglobati ma chiusi al pubblico

30 Maggio 2026, 20:43

20:50

La gru di via Samperi: 18 anni di abbandono e immondizia

Sono passati 18 anni, e la gru di via Samperi è ancora lì. Ormai diventata discarica: al suo interno si trova depositata immondizia di vario genere. Ma com’è potuto succedere che una gru restasse piantata immobile per 18 anni in una via in pieno centro?

Inizia tutto nel 2008, quando partono i lavori di demolizione di Palazzo Colapesce, affidati all’architetto Salvatore Geraci (lo stesso che produce il Faro Palari). Demolito il vecchio palazzo, nonostante ci fosse un vincolo della soprintendenza, i lavori si sono protratti per anni. Prima perché furono trovati dei resti archeologici. Lì, si trovarono, tra le altre cose, le tracce del rito di fondazione della città, risalenti al VII a.C.

I lavori furono bloccati, ma poi la decisione fu quella di lasciare i resti in situ, e di approvare una variante al progetto: il residence fu riprogettato per inglobare i resti. In sostanza uno spazio all’interno del parcheggio del Palazzo.

I resti archeologici però restarono aperti al pubblico, almeno così doveva essere. Ma ad oggi sono esclusi alla pubblica fruizione, nonostante la soprintendenza abbia accesso per permetterne le visite. Una porta qualche metro prima del palazzo dovrebbe consentire l’accesso ai resti archeologici, ma è di fatto perennemente chiusa e nessun cartello ne dà notizia. Poi a creare l’impasse è stata anche la mancata vendita di tutti gli appartamenti.

Nel frattempo anche il marciapiede di via La Farina era rimasto inglobato dai lavori in corso per anni, finché, dopo le proteste, fu finalmente restituito al pubblico. Ma non la gru, che resta lì incombente sui palazzi da ben 18 anni: «Gli organi di concordato hanno autorizzato lo smantellamento», assicura adesso Geraci, dopo plurime richieste. Ma lo scetticismo, dopo anni che la gru incombe sopra la testa degli abitanti, a questo punto è inevitabile.