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politica

Il Pd guarda oltre i ballottaggi, Barbagallo: «Tavolo con gli alleati, programma e primarie per il candidato presidente»

Nella direzione regionale del partito, il segretario prova a tracciare la strada da seguire subito dopo il secondo turno delle Amministrative

01 Giugno 2026, 16:55

17:00

Pd

La direzione regionale del Pd fa il punto a una settimana dal turno di ballottaggio, ma già con lo sguardo oltre. «Adesso dobbiamo massimizzare e concretizzare il nostro lavoro nei comuni al ballottaggio, a sostegno dei candidati del centrosinistra in primis ad Agrigento - ha detto il segretario Anthony Barbagallo - Se ci dovesse essere una chiusura di legislatura anticipata dobbiamo essere pronti, accelerando sul programma e sull’indicazione del candidato presidente anche con l’utilizzo dallo strumento delle primarie».

Per questo i democratici intendono chiedere un tavolo regionale con gli alleati del campo largo subito dopo i ballottaggi di domenica 7 e lunedì 8 giugno, in cui lanciare un percorso per arrivare a un programma condiviso della coalizione. «Penso ad alcuni incontri costruiti con gli altri partiti su alcuni temi, in cui far intervenire soprattutto mondi esterni», precisa Barbagallo. 

Per quanto riguarda l'analisi del primo turno delle Amministrative, sottolineato che «il centrodestra e il governo Schifani escono indeboliti e lacerati», il risultato del Pd viene ritenuto «positivo», perché, «dati alla mano, raddoppiamo i nostri amministratori. Il campo largo - continua Barbagallo - di cui siamo il perno indispensabile, ha retto dove si è presentato compatto e credibile ad esempio a Marsala, Lentini, Termini Imerese e ad Agrigento».

Sulla cocente sconfitta di Messina, la città più grande chiamata al voto dove ha stravinto l'uscente Federico Basile di Sud chiama Nord, «si sconta soprattutto la difficoltà da parte dei nostri alleati». Sullo Stretto la lista del Pd ha preso poco più dell'8,5 per cento, la lista di M5s e Controcorrente insieme il 3,05 per cento. Restano anche i casi spinosi di Enna, Randazzo e Trecastagni, sulla cui gestione, per motivi diversi, il partito nazionale avrebbe aperto una riflessione. «Avremo modo di confrontarci e di serrare le fila in vista delle prossime regionali - conclude il segretario - probabilmente molto vicine».