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L'intervista

«La nostra priorità adesso è fermare l’emorragia di giovani verso il Nord»

Il sindaco, appena rieletto, analizza e indica le criticità su cui intervenire

03 Giugno 2026, 20:59

21:00

«La nostra priorità adesso è fermare l’emorragia di giovani verso il Nord»

A Messina è giorno di festa. Incontriamo il sindaco Federico Basile nella sua stanza a Palazzo Zanca. Con lui uno degli assessori designati, Massimo Finocchiaro. Un passaggio al palazzo municipale prima di recarsi al Duomo dove assisterà al solenne pontificale in occasione della festa della Santa patrona.
Signor sindaco, questo mandato si muoverà su due direttrici fondamentali: consolidare e portare a compimento quanto fin qui realizzato e avviare la nuova fase programmatica...
«È chiaro che in questi primi mesi dobbiamo completare tutte le opere che abbiamo in corso, e non parlo solo di cantieri (molti si chiuderanno nei primi 12 mesi) ma anche di un’impostazione amministrativa che ci consente di ragionare su alcuni temi come l’affaccio a mare, il rapporto stesso con il mare, la regione integrata dello Stretto e il tema del decentramento, con una attenzione particolare al tema del lavoro. Bisogna creare le condizioni perché gli imprenditori investano in città».

Quale sarà il primo atto della Giunta Basile bis?
«Nel 2022 abbiamo costituito la settima municipalità dando una risposta con il decentramento al Referendum Montemare che voleva staccare una parte della città dalla sua amministrazione.
Oggi proseguendo su quella scia porteremo un atto di indirizzo per il regolamento sul decentramento amministrativo affinché le 7 municipalità, sulle quali abbiamo puntato molto, portando a casa 6 presidenze su 7, possano avere quell’autonomia non solo finanziaria ma anche amministrativa».
In campagna elettorale ha parlato spesso di una terza fase per Messina? In cosa consiste e quale sarà il punto di partenza?
« La fase di sviluppo strategico è già partita. Il Piano integrato di ambito urbano, la visione della città che va dal Cavalcavia a Gazzi, si è finalmente sbloccata, con un iter che era fermo alla regione per la Vas e che proprio un paio di giorni fa si è sbloccato concedendoci la possibilità di andare avanti recuperando tutta una zona della città sulla quale già, parzialmente, stavamo operando. Entro il mese di giugno convocherò tutte le parti sociali ad una plenaria, poi faremo degli incontri singoli, con l’obiettivo di dettare una mappa dei bisogni della città».
L’esito del voto le ha consegnato una nuova e più ampia fiducia da parte dei cittadini. Adesso bisognerà capitalizzare il consenso. Come?
«Se nel 2022 un sindaco sconosciuto è stato premiato con il 45,5 % e a distanza di quattro anni quel sindaco, conosciuto, ha preso 13 punti percentuali in un secondo mandato che è storia per città, vuol dire che le azioni hanno dato ragione ad una visione che non è personale ma è di gruppo. Se in questi quattro anni lavorando bene abbiamo preso il 13 % in più, in questi cinque anni dobbiamo lavorare ancora meglio per continuare a crescere».
Esiste oggi una “priorità” per Messina?
«Ce ne sono sicuramente diverse, ma quello che tutti chiedono è di fermare l’emorragia di giovani che vanno via dalla città. Ci abbiamo lavorato, continueremo a farlo con una visione più ampia e concreta».
E’ stata una campagna elettorale durissima. Qual è la cosa che le è dispiaciuta di più?
«Spiace che non si sia dato atto alla volontà popolare e che la si sia buttata un po’ in caciara, mentendo, sapendo di mentire».
In consiglio comunale una maggioranza bulgara. Bisognerà però mantenerla per evitare gli errori del passato…
«Credo che questo grande risultato debba responsabilizzare tutti. Il sindaco, ma anche i consiglieri che devono rispettare il mandato ricevuto dai cittadini. Le condizioni per lavorare ci sono tutte. Niente alibi».
In conferenza stampa De Luca ha dichiarato che “Basiluca” è sempre esistito. Valore aggiunto o ne sente anche un po’ il peso?
«Nessun peso. Siamo due facce della stessa medaglia. Vincente».