Politica
Ispica e il ballottaggio, parla il presidente del consiglio comunale Genovese: "Il nostro è un progetto vincente"
Ha lasciato Leontini, l'ex primo cittadino, e ora sostiene Muraglie: "I tre candidati sindaco esclusi? Brave persone, ma il popolo è sovrano"
Presidente Genovese, partiamo dal primo turno. Che idea si è fatto del risultato? E' stato sorpreso da qualcosa?
"Guardi, io ero convinto fin dall’inizio che Pierenzo Muraglie sarebbe arrivato al ballottaggio. Anzi, ero convinto che sarebbe arrivato primo. Su questo non avevo dubbi. E non è un caso che lo abbia sostenuto. Per quanto riguarda gli altri quattro candidati, per me erano tutti sullo stesso livello: se la giocavano su una base di 200–300 voti. Non mi ha stupito che alla fine siano rimasti fuori Galifi, Cafisi e Monaca. Le dico la verità: pensavo che al ballottaggio ci sarebbe arrivato Monaca, ma erano tutte persone valide e la gente ha scelto. Il popolo è sovrano".
Il fatto che Galifi sia arrivato ultimo e Cafisi penultimo l’ha colpita?
"No, non particolarmente. Io davo a ciascuno dei quattro una base di 1.050–1.250 voti. C’erano liste ben strutturate, c’erano schieramenti diversi… poteva succedere di tutto. Alla fine la città ha deciso così2.
Il vostro schieramente avrebbe potuto contare su un colpo di coda e chiudere al primo turno. Rammaricato?
"Abbiamo realizzato un ottimo risultato. Certo, mancavano 608 voti per vincere subito, ma questo significa che la città ha voluto un secondo turno. E noi ce lo giochiamo".
E la sua prestazione personale? Soddisfatto?
"Sì, soddisfatto. Va considerato che c’è stato un passaggio importante: da Leontini sindaco a Muraglie sindaco.
Molti voti che non erano personali non sono arrivati, ma questo succede ovunque nelle amministrative: si vota la persona, i rapporti, le relazioni. Io non ho fatto accordi con nessuno, ho preso i miei voti e va bene così".
Lei è in politica da molti anni. Ma è vero che rischia di non entrare in consiglio se Muraglie dovesse perdere?
"Sì, è così. Io sono entrato, ma c’è un problema: se Muraglie perde, il seggio che sarebbe mio va al candidato sindaco perdente. Ma le dico una cosa: a me non interessa fare il consigliere “per forza”. A me interessa dare risposte alla nostra città. Se governiamo, bene. Se no, pazienza".
In caso di vittoria, pensa di tornare presidente del Consiglio comunale?
"Non lo so. Vedremo. Non ho pretese particolari. Se ci sarà da fare il presidente, lo farò. Se ci sarà da fare altro, valuteremo.
Non punto a fare l’assessore, non è una mia ambizione".
Sarebbe un caso particolare: di nuovo presidente del Consiglio, come già accaduto a Ragusa con Ilardo.
"Sì, sarebbe una cosa rara. Ma ripeto: dipende da come si costruisce la squadra. Se vince Muraglie, io ci sarò. Ma sono valutazioni che si faranno dopo".
In città circolano pettegolezzi e attacchi personali. Le dà fastidio questo clima?
"Sì, molto. Si parla di cose personali, si dicono sciocchezze. Io dico sempre che la politica si deve fare sui contenuti, non denigrando gli altri. Bisogna convincere per quello che si fa e per quello che si propone, non per le cattiverie".
Avete in programma un comizio finale, giusto?
"Sì. Uno l'abbiamo fatto mercoledì sera e l’altro questa sera, venerdì, prima del silenzio elettorale, alle 21.30. Sono gli ultimi appuntamenti per convincere gli indecisi".
Il suo rapporto con Ignazio Abbate?
"Ignazio è un amico. Anche se io ho sempre avuto un rapporto diretto con Pierenzo, ma con Abbate c’è stima e rispetto".
Lei è passato da Leontini sindaco a Muraglie sindaco. Perché?
"Perché mi è piaciuto il progetto di Muraglie. E perché penso che non ripeterà gli errori del passato. La squadra è diversa, lui è diverso: dieci anni fa era un’altra persona, oggi ha più esperienza. E poi dagli errori si impara".
Se Muraglie dovesse sbagliare di nuovo?
"Glielo dico chiaramente: se dovesse ripetere gli errori del passato, io sarei il primo a spiattellarglielo in faccia. Del resto, ho fatto così anche con Leontini quando non mi ha più convinto. Noi dobbiamo lavorare per sistemare la città, altrimenti non ha senso".
Galifi ha dichiarato che si renderebbe disponibile come consulente gratuito per chiunque vinca. Che ne pensa?
"Non posso giudicare perché non ne ho parlato con lui. Ma le dico che Galifi è una persona valida, un valore aggiunto. Come lo sono anche Monaca e Cafisi".
Domanda leggera: se foste su una torre, chi butterebbe giù tra i tre esclusi?
"Nessuno. Tutti e tre dormiremmo nella stessa stanza: sarebbe una camerata. Sono tutte persone perbene".
Lei usa spesso l’interiezione “miao”. Da dove nasce?
"È una cosa simpatica, nata così. La uso da sette anni, più o meno. Serve a sdrammatizzare, a portare un sorriso".
Che ne pensa dei ragazzi di Inside Ispica?
"Eccezionali. Hanno ravvivato la campagna elettorale con satira intelligente, senza attaccare nessuno. Ci sta, fa parte del gioco".