Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
5 giugno 2026 - Aggiornato alle 20:33
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Politica

Ispica verso il ballottaggio, Stornello: "Il Pd? Un tracollo annunciato. Serve una nuova fase in città"

Il segretario cittadino (che resta in carica) non nasconde la propria amarezza per il risultato elettorale ed evidenzia il proprio stupore per i rapporti tra Monaca e Arena: "Ci aspettavamo una telefonata, non una 'tumpulata'"

05 Giugno 2026, 17:59

18:53

Gianni Stornello

Il segretario cittadino del Pd a Ispica Gianni Stornello

Segretario, dopo il primo turno lei ha spiegato di essersi “riappropriato del suo tempo”. Che cosa intende?
«Negli ultimi due anni ho messo da parte tutto: lavoro, vita personale, tempo libero. L’ho fatto per senso di responsabilità, perché il Pd era svuotato e serviva qualcuno che tenesse insieme i pezzi. Ora, dopo il voto, sto riprendendo fiato. Ma resto segretario: il mio compito non è finito».

Sappiamo che lei non entrerà in Consiglio comunale. Lo avrebbe immaginato?
«Sì, era chiaro fin dall’inizio. Non ero candidato per entrare in aula. Sono stato eletto segretario per gestire una fase di transizione, non per occupare una poltrona. Ho fatto un’operazione di servizio, perché credo ancora nel partito come comunità politica. E quindi abbiamo cercato di creare le premesse per una nuova fase».

Il Pd ha ottenuto poco più del 2%. Un risultato durissimo. Come lo spiega?
«Era un esito prevedibile. Non puoi fare una lista per le amministrative senza il contributo di più persone. Le comunali non sono un uninominale: servono nomi, storie, radicamento. E invece sono mancati apporti storici, ci sono stati strappi, defezioni, tensioni. Il risultato è figlio di tutto questo. Non ho parole per ringraziare quanti hanno risposto alla chiamata del partito e si sono spesi in campagna elettorale, mettendoci la faccia».

Perché allora presentare comunque il simbolo Pd?
«Perché se non lo avessimo fatto, altri avrebbero rivendicato di essere il Pd in modo improprio. Il partito mi ha chiesto un sacrificio e io ho risposto. Abbiamo messo in campo una proposta politica, sostenuti dal Pd provinciale: l'avvocato Curciullo, l'on. Dipasquale, Calabrese, l'on. Barbagallo, tutti ci sono stati vicini. Ma un simbolo non basta: serve una comunità».

Dopo il ballottaggio cosa succederà nel Pd?
«Apriremo una riflessione interna. Il partito deve tornare a essere una comunità, non un guscio vuoto. Io sarò felice quando ci sarà un gruppo in grado di riprendersi il Pd e guidarlo. Il mio ruolo è stato quello di traghettare, non di occupare spazi».

La scelta di sostenere Serafino Arena ha fatto discutere. C’è chi parla di resa, anzi una "calata di braghe".
«Macché, non è una resa. È una scelta politica. Noi stiamo dove c’è il campo largo, o dove ci sono forze che si richiamano a quel progetto. Non c’è stato alcun accordo, anche perché oggi il Pd non ha forza in Consiglio: cosa avremmo dovuto negoziare? È una collocazione politica, non una calata di braghe».

Veniamo al nodo più delicato: il rapporto con Paolo Monaca e quanto accaduto con Arena. Che cosa è successo?
«Paolo Monaca, da noi sostenuto, si sarebbe aspettato una telefonata da Arena. Un gesto politico, un confronto, un chiarimento, dopo il ballottaggio. E invece, al posto della telefonata, è arrivata una tumpulata: un’intervista, pubblicata proprio dal vostro giornale, che ha avuto l’effetto di una doccia gelata».

Perché parla di “tumpulata”?
«Perché non è stata una risposta politica. È stata una reazione brusca, improvvisa, quasi personale. Monaca non si aspettava un attacco del genere, soprattutto dopo settimane in cui si era parlato di possibili convergenze. È rimasto spiazzato, amareggiato».

Che cosa rivela questo episodio sul clima politico a Ispica?
«Rivela che siamo in una fase di fragilità estrema. Le relazioni politiche sono saltate, i canali di dialogo si sono assottigliati, e spesso prevalgono reazioni emotive invece di ragionamenti politici. Il caso Monaca–Arena è emblematico: invece di un confronto, è arrivata una rottura pubblica».

Come vede il ballottaggio?
«È difficile fare previsioni. Noi sosteniamo Arena. Per il resto, fa caldo, il mare è invitante, e non so cosa decideranno gli elettori. Ma una cosa è certa: il Pd, pur piccolo, ha fatto una scelta politica chiara. E la manterrà».