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l'approfondimento

Così l'ex direttore Iacolino provò a ostacolare le strategie del deputato Gallo sul Cefpas

Il parlamentare agrigentino avrebbe favorito la moglie, facendola assumere al centro di formazione e distaccandola ad Agrigento. Mosse su cui l'ex direttore generale aveva sollevato criticità

06 Giugno 2026, 06:50

iacolino

Negli ultimi anni molte battaglie sulla sanità regionale sono passate da Agrigento. Salvatore Iacolino, Riccardo Gallo Afflitto e Margherita La Rocca Ruvolo vengono tutti da lì. Il primo, ex europarlamentare, a lungo direttore del dipartimento della Pianificazione strategica dell'assessorato alla Salute, da marzo travolto da un'inchiesta giudiziaria per corruzione. Gli altri due deputati regionali di Forza Italia, alleati di ferro, tanto da definirsi «la stessa cosa». E ora uno, Gallo, pure lui alle prese con un'accusa di corruzione. Stessa origine, fronti opposti. Se da una parte è stata La Rocca Ruvolo a portare Iacolino davanti alla commissione regionale Antimafia per rispondere delle criticità sollevate sull'elisoccorso e su alcuni incarichi, ora si scopre che l'ex direttore generale aveva provato a mettersi di traverso e chiedere spiegazioni sull'iter che ha portato la moglie di Gallo prima al Cefpas e poi in prestito all'Asp di Agrigento. Fatti al centro della nuova inchiesta della Procura di Caltanissetta. 

Per i magistrati nisseni il distacco di Simona Sinatra, la consorte di Gallo, nell'azienda sanitaria vicino casa è «la più evidente estrinsecazione del pactum sceleris intercorso» tra lo stesso deputato e l'ex presidente del Cefpas Roberto Sanfilippo, che al politico doveva la permanenza alla guida del centro per la formazione del personale sanitario. Per raggiungere l'obiettivo il primo passo è stato la stipula di un Accordo Quadro tra Cefpas e Asp di Agrigento, grazie al quale Sinatra ha goduto del distacco. L'accordo è del 30 agosto 2024.

L'1 ottobre Iacolino invia una delibera a Sanfilippo, contestando «la genericità nella descrizione degli accordi attuativi, sia per le tematiche da trattare che per le qualifiche professionali cui affidare gli incarichi e il relativo impegno orario richiesto». E ancora, rispetto a eventuali nuovi oneri, l'accordo risulta «contraddittorio». Da qui «si chiede di fornire adeguati chiarimenti», a cominciare da «una dettagliata relazione sulle attività che si intendono realizzare con l'Asp di Agrigento». 

La risposta a queste domande arriverà, nei fatti, alcuni mesi dopo. Ad aprile 2025 l'azienda sanitaria di Agrigento diventa beneficiaria di progetti, nell'ambito del Pnes 2021-2027 (Programma nazionale equità della salute), per 7,4 milioni di euro. Una parte di questi finanziamenti - circa 280mila euro - vengono assegnati al Cefpas, nell'ambito del famoso accordo quadro. Si tratta, ad esempio, del tema "Il genere al centro della cura", che prevede di reclutare equipe multidisciplinari per l'assistenza alle donne dopo il parto. I progetti sarebbero stati (ed in parte lo sono stati) realizzati proprio con risorse umane del Cefpas da trasferire ad Agrigento. 

Non solo. Tra 2025 e 2026 c'è un altro tema caro a Gallo, e oggi al centro dell'inchiesta di Caltanissetta, su cui Iacolino solleva criticità: il concorso del Cefpas per assumere a tempo indeterminato nove funzionari amministrativi di categoria D e cinque assistenti amministrativi di categoria C. È l'avviso che avrebbe dovuto stabilizzare la moglie di Gallo: Sinatra ha infatti potuto contare su quattro incarichi di consulenza e un contratto a tempo determinato, ma anche sulla «promessa» da parte di Sanfilippo di un'assunzione definitiva.

Il concorso viene effettivamente pubblicato dal Cefpas il 14 novembre, tempo disponibile per candidarsi: 9 ore, da mezzanotte alle nove del mattino. E ancora più incredibile: la delibera di indizione del concorso viene pubblicata dopo, alle 17 dello stesso giorno, a candidature chiuse. Il direttore Sanfilippo si difese parlando di «errore materiale». Poi l'avviso è stato sospeso, ufficialmente per «completamento dell'iter autorizzativo regionale». 

Tra i primi a dare battaglia sul concorso c'è la Cgil, ma anche in assessorato è Iacolino a sollecitare più volte Sanfilippo fino allo stop. In particolare, l'ex direttore in una nota di dicembre 2025 sottolinea che prima di indire concorsi pubblici è «indefettibile e necessario» procedere a riprofilare il personale, non più come dipendente del servizio sanitario regionale (come aveva provato a fare la Regione, cercando di aggirare i vincoli sulle assunzioni), ma come dipendente di un ente strumentale della Regione (come ha imposto una sentenza della Corte costituzionale). 

Andato via Iacolino dal dipartimento, anche il suo successore Giovanni Bologna ha frenato l'indizione del contestato concorso. Con diverse note, l'ultima il 15 maggio, il nuovo dirigente generale ad interim ha tirato le orecchie a Sanfilippo, che Schifani aveva prorogato come direttore del Cefpas ad aprile. «Non si dia seguito alle attività concorsuali durante il periodo della prorogatio, in quanto atti non urgenti e indifferibili», scrive. Al resto, venti giorni dopo, ci ha pensato la magistratura.