il caso
Regione, le pagelle dei dirigenti: tutti promossi e con il massimo dei voti
Burocrati apicali valutati dall’Oiv: massimo dei voti quasi in ogni dipartimento qualche “zero” solo alla Pianificazione strategica, ai Beni culturali e all’Ufficio liquidazioni
La Regione è una macchina perfetta, oliata, efficiente. La buona notizia arriva dalla periodica verifica delle performance dei dirigenti generali siciliani, compiuta dall'Organismo indipendente di valutazione, formato dal presidente Lucantonio Cataliotti Del Grano e dai componenti Simone Nanfa e Maria Bannò.
Quasi tutti i burocrati apicali, infatti, hanno ricevuto il massimo dei voti, una pagella che stride un po' con i problemi registrati in molti rami dell'amministrazione regionale, dalla spesa delle risorse all'acqua, dai rifiuti al sociale. Eppure, ecco fioccare i “cento per cento”, cioè il completo raggiungimento dei target che sottoposti a ogni assessorato.
Nella foresta dei dirigenti “secchioni”, però, ecco fare capolino qualche problema, persino qualche “zero” in pagella. Uno di questi spunta nel dipartimento della Pianificazione strategica, a lungo guidato da Salvatore Iacolino, prima che le liti tra i partiti e poi un'inchiesta spinosa, lo spingessero fuori dai ranghi dei manager (esterno, in realtà, lo era già). Il dipartimento è ancora senza una guida, in attesa che si compia l'atto di interpello. Intanto, ecco uno “zero”, sul “rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi di maggior rilievo per lo sviluppo e la crescita della Sicilia”. Zero. Non sarebbe stato fatto nulla per centrare l'obiettivo.
La stessa cosa sarebbe avvenuta ai Beni culturali e in qualche modo la storia si intreccia con quella della Sanità. Mario La Rocca, infatti, è stato a lungo il nome più gettonato per sostituire Iacolino, sospinto anche dalla volontà di Fratelli d'Italia. Ma proprio quella vicenda portò a uno scontro, nemmeno troppo nascosto, col governo regionale che aveva considerato, per farla breve, La Rocca “non idoneo”. Il dirigente si è beccato uno “zero” sulla “creazione di reti tra soggetti pubblici e privati” e la “predisposizione di servizi per la migliore fruizione dei luoghi e dei beni culturali”. Obiettivo non centrato, secondo il dirigente, per i ritardi della Centrale di committenza. Per i valutatori, però, cambia poco. E così ecco il brutto voto. Lo stesso dirigente non avrebbe centrato un altro obiettivo, quello riguardante l'organizzazione di eventi e la fruizione dei musei: in questo caso, ecco un 66,67 per cento.
Altro zero, dalle parti dell'ufficio per le liquidazioni, guidato da Marcello Giacone: l'obiettivo non centrato riguardava, tra le altre cose, la “chiusura dei contenziosi Multiservizi Sps” e la liquidazione degli 11 Consorzi di Ripopolamento ittico e dell'Ente minerario siciliano.
Il dipartimento dell'Energia è guidato oggi da Carmelo Frittitta. Per quasi tutto il 2025, anno di interesse della valutazione, il dirigente generale era però Carmelo Burgio, poi dimessosi dall'incarico. Il 3,07 è la percentuale di raggiungimento del target relativo alla spesa del Pnrr. Non centrato nemmeno un altro obiettivo, riguardante l'attuazione del Pears, fermo al 64,5 per cento.
Stesso discorso all'Autorità di bacino, dove sempre Frittitta ha preso recentemente il posto di Leonardo Santoro: nel 2025 non fu centrato l'obiettivo dei termini di chiusura dei procedimenti (70 su 100).
Infine, altro target mancato alla Famiglia, dipartimento alla guida del quale è tornata Maria Letizia Di Liberti, insieme all'assessora Nuccia Albano: un flop la spesa per il progetto Gol, nato per formare i siciliani e inserirli nel mondo del lavoro.
In pratica, un autogol.