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Attualità

Ragusa e il tema della "restanza", Fratelli d'Italia scende in campo

Il coordinatore cittadino Luca Poidomani: "E' una questione seria, occorre sedersi attorno a un tavolo tutti assieme e individuare le migliori strategie per invertire il trend"

07 Giugno 2026, 08:57

09:00

Poidomani (FdI): "Il sindaco Cassì chiarisca in che modo intende interagire con gli alleati della coalizione di centrodestra"

Il coordinatore cittadino di FdI Luca Poidomani

Esodo giovanile a Ragusa non è più una cifra da leggere nei report, ma un fatto quotidiano che tocca quasi ogni nucleo familiare.

Ogni anno decine e decine di ragazzi tra i 18 e i 34 anni lasciano la provincia per proseguire gli studi o per inseguire un impiego più stabile e meglio retribuito al Centro‑Nord o all'estero.

Le stime più accreditate indicano un tasso di migrazione del 12,4 per mille, un dato ancor più gravoso se si considera che, rispetto al resto della Sicilia, il territorio ibleo presenta una struttura demografica mediamente più giovane.

Un vantaggio che, tuttavia, non basta a trattenere chi vorrebbe costruire qui il proprio avvenire.

Secondo le analisi regionali, ogni anno l'Isola perde circa ventimila residenti, e quasi la metà ha meno di 35 anni.

Tra questi, una quota rilevante è composta da laureati qualificati: capitale umano che la provincia fatica a valorizzare e che finisce per rafforzare altre regioni o Paesi.

Le destinazioni più scelte restano Lombardia ed Emilia‑Romagna, mentre circa il 30 per cento opta per l'estero, con Regno Unito e Germania tra gli approdi più frequenti.

Un fenomeno che non riguarda soltanto chi si trasferisce in via definitiva: molti spostamenti non risultano nelle anagrafi perché legati a periodi di studio o a contratti precari, ma incidono comunque sulla vita economica e sociale cittadina.

Su questo scenario interviene il coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, Luca Poidomani, che invita ad affrontare la questione con serietà e realismo.

«Questi numeri raccontano una verità che a Ragusa conosciamo bene: i nostri giovani sono preparati, motivati, capaci, ma spesso non trovano qui le condizioni per restare. Non è un problema che si risolve cercando colpe lontano. Il punto non è prendersela con il governo nazionale, ma capire cosa possiamo fare noi, qui, come comunità e come amministrazioni locali, per creare opportunità concrete».

Poidomani richiama le criticità del mercato del lavoro ibleo, tra sotto‑occupazione e retribuzioni non commisurate alle competenze dei neolaureati. A ciò si somma l'elevata percentuale di giovani che non studiano e non lavorano, fattore che alimenta la propensione alla partenza e impoverisce il tessuto sociale.

«Non possiamo permetterci di perdere un'intera generazione – afferma – perché ogni ragazzo che va via senza tornare è un pezzo di futuro che Ragusa lascia andare. È necessario che le amministrazioni locali si assumano la responsabilità di creare le condizioni per rendere la città attrattiva, dinamica, capace di offrire prospettive reali».

Il coordinatore ribadisce la disponibilità di Fratelli d'Italia a un confronto pragmatico. «Noi siamo pronti a dare il nostro contributo, senza pregiudizi e senza bandiere da sventolare. L'obiettivo è uno solo: invertire la tendenza. Anche un primo passo, se fatto con serietà, può diventare un segnale forte per i nostri giovani.»

«Ragusa deve tornare a essere un luogo dove si può scegliere di restare, non perché mancano alternative, ma perché qui si intravede un futuro possibile».

E conclude: «Se vogliamo che Ragusa cresca, dobbiamo mettere i giovani nelle condizioni di crescere qui. È un impegno che Fratelli d'Italia è pronta a portare avanti con determinazione, perché il futuro della città passa inevitabilmente dalla capacità di trattenere e valorizzare le sue energie migliori. Siamo pronti a dare il nostro contributo di idee con la costituzione di un fronte di analisi che evidenzi nella maniera migliore quali devono essere le scelte migliori da compiere per il futuro».