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Le carte del Cefpas

Gallo, gli amici forzisti e la spartizione della sanità. Il deputato: «Voglio rispetto, siamo una squadra»

La politica senza veli. Favori, strategie e pure insulti nelle intercettazioni della procura di Caltanissetta

08 Giugno 2026, 06:30

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 Gallo, gli amici forzisti e la spartizione della sanità. Il deputato: «Voglio rispetto,  siamo una squadra»

La sanità è cosa loro. Di Forza Italia e del governo Renato Schifani «che si sta facendo gli affari suoi». Alla corte del governatore si sono presentati Riccardo Gallo Afflitto e Roberto Sanfilippo, finiti al centro di uno tsunami giudiziario che rischia di travolgere non solo il Cefpas. La salute è un settore nevralgico della politica. Ma intanto gli ospedali languono e gli affari - economici e clientelari - si consumano sulla pelle dei siciliani. Un copione che riporta all’epoca di Tangentopoli (forse mai finita) che avviene sotto la bandiera del tricolore, quello che sventola a ogni convention con la scritta del partito fondato da Silvio Berlusconi.

Nella spartizione delle poltrone ai manager azzurri è toccata una grande fetta della sanità. Una doppia bandiera è stata piazzata su Caltanissetta: all’Asp con Salvatore Ficarra e al Cefpas con Roberto Sanfilippo. Il primo è diventato amico intimo di Michele Mancuso, il deputato forzista ai domiciliari per corruzione da febbraio e il secondo di Riccardo Gallo Afflitto, che rischia una sorte peggiore del collega. I pm, infatti, hanno chiesto al gip di mandarlo in carcere. Le carte del Cefpas diventano la sceneggiatura dello strapotere di Forza Italia nel comparto più delicato del sistema istituzionale. E da perfetti strateghi i berluscones sono disposti anche a lasciare qualche briciola agli avversari pur di non avere i bastoni fra le ruote.

In questo apparato del potere sanitario spunta pure Margherita La Rocca Ruvolo (anche lei all’Ars e fra le più decise accusatrici del sistema Iacolino), che per un periodo è stata monitorata dalla mobile. «Tutta una serie di persone stanno difendendo Iacolino che si chiamano Tamajo perché Iacolino ha fatto il compromesso storico. Ma non ci riesce perché la Ruvolo andrà...», dice Gallo Afflitto, forse consapevole delle azioni che l’ex dirigente dell’Assessorato aveva mosso proprio per sollevare le criticità su alcune assunzioni e accordi quadro.

Ma torniamo all’onorevole La Rocca. Per raggiungere i suoi obiettivi politici la deputata si sarebbe affidata anche all’amico fidato Gallo Afflitto con il quale avrebbe intrecciato un solido patto elettorale: fare fuori coloro i quali li ostacolavano. Il deputato regionale agrigentino non è uno che ammette insubordinazioni. «Voglio rispetto. Basta, siamo una squadra. Dumani amma fari chiussu, un voglio sapiri dopodomani», così parla infatti a Sanfilippo quando ritardava a stabilizzare la moglie Simona Sinatra. In casa Forza Italia però non è tutto rose e fiori, gli esponenti delle diverse anime affilano i coltelli. Ma il fidato infiltrato al Cefpas, Gioacchino Pontillo, ricorda a tutti che Gallo Afflitto ha «un peso politico che non ha un deputato di provincia ca vo aviri Mancuso» ritenuto un «cretino» perché si lamentava delle richieste provenienti dal Pd.

Sanfilippo, con il benestare di Gallo, per far valere il poter di Forza Italia è disposto anche a rinunciare a qualcosa. Un schema per mantenere il “manuale Cencelli” e avere le spalle coperte sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Così come avrebbe fatto la Cisl Funzione pubblica con l’ex segretario Giovanni Vancheri, con cui Sanfilippo andava d’accordo tanto da rendergli noto il padrino politico. Ma all’Ars gli equilibri politici sono fragili. A romperli a un certo punto ci avrebbe pensato il deputato cuffariano, oggi sindaco di Ribera, Carmelo Pace. Sarebbe stato lui a lanciare invettive nei confronti del manager dell’Asp di Agrigento, Giuseppe Capodieci (per lui sono stati chiesti i domiciliari) che però viene richiamato direttamente da Renato Schifani. Non ci sta però il main sponsor Gallo Afflitto, che si muove per difendere il suo uomo e prende direttamente il telefono. «Ciao Marcé». Quel Marcello Caruso che fino a qualche giorno fa era il segretario regionale del partito azzurro e oggi è al vertice dell’assessorato alla Salute. Viene più facile agli uomini di Forza Italia difendere i loro manager, ma poco importa se la sanità pubblica fa acqua da tutte le parti.

L’anatema di Roberto Sanfilippo, per sei anni a capo del Cefpas, è chiaro: «Io non me la faccio cacare la minchia sul Cefpas. Io se posso aiutare gli amici ci sono. Quando uno appartiene a un sistema fa il proprio dovere, giusto?». Quell’aiuto Sanfilippo lo avrebbe garantito a Gallo e ai suoi amici. Spartendo consulenze e appalti. In nome di Forza Italia.