Politica
Minacce alla sindaca di Comiso, interviene l'ex competitor Salvo Liuzzo: "Spero che uno così non abbia votato me"
"Il rispetto reciproco è il sale di ogni democrazia. Non si può fare finta di niente e questo malcostume va denunciato"
A Comiso, il dibattito politico si intreccia con un episodio che ha suscitato indignazione e solidarietà trasversale. Dopo gli insulti e gli auguri di morte rivolti sui social alla sindaca Maria Rita Schembari, è intervenuto anche Salvo Liuzzo, già candidato a sindaco e figura di riferimento nel panorama politico locale, con parole che hanno colpito per equilibrio e senso civico.
«Ho avuto e continuo ad avere idee diverse da quelle della sindaca Schembari su molte questioni amministrative — ha dichiarato Liuzzo, oggi consigliere comunale con la lista Coraggio Comiso e segretario regionale del Pld — e continuerò a criticarne le scelte quando lo riterrò opportuno, come è giusto che avvenga in democrazia. Ma una cosa è la critica politica, altra cosa sono gli insulti personali e, peggio ancora, gli auguri di morte. A prescindere dalle appartenenze politiche, si tratta di comportamenti che non condivido e che condanno senza esitazioni».
Un messaggio netto, che si inserisce nel coro di commenti bipartisan giunti in difesa della prima cittadina. Liuzzo ha voluto sottolineare la distinzione tra confronto politico e violenza verbale, ribadendo che il rispetto reciproco è la base di ogni comunità democratica. «Esprimo la mia solidarietà alla sindaca per quanto accaduto — ha aggiunto — auspicando che il confronto pubblico nella nostra città possa mantenersi entro i confini del rispetto reciproco».
Poi una riflessione personale, che ha colpito molti lettori: «Confesso una cosa: spero che quel cittadino non mi abbia mai votato. Perché chi augura la morte a un avversario politico non rappresenta i valori nei quali credo».
Le parole di Liuzzo, già competitor della sindaca alle ultime elezioni, assumono un valore particolare in un momento in cui la politica locale è chiamata a ritrovare toni di civiltà e responsabilità. Il suo intervento, riconosciuto da più parti come un gesto di maturità istituzionale, contribuisce a rafforzare l'appello a un confronto basato sulle idee e non sull'odio.
Un segnale importante per Comiso, dove la dialettica politica — pur vivace — ha sempre saputo mantenere un'anima profondamente comunitaria.