Genova
Le regole della sindaca Salis per una conferenza stampa fanno discutere: parere tecnico ad Ordine dei giornalisti
Si tratta di un incontro con la stampa che la sindaca ha organizzato, assieme ai suoi assessori, per illustrare il primo anno di governo della città
Due domande a testa e, per chi vorrà, l’anticipo dei temi da trattare. È prevista per giovedì 11 la conferenza stampa che la sindaca di Genova Silvia Salis assieme ai suoi assessori vuol tenere per illustrare il primo anno di governo della città. E le modalità di ingaggio dell’incontro, per le quali ufficio stampa della Salis ha voluto un parere ufficiale dell’Ordine dei giornalisti, stanno facendo discutere. Anzi, stanno producendo una vera e propria polemica.
La conferenza stampa, per la quale giornalisti e media dovranno accreditarsi, appare dunque "contingentata", probabilmente perché l’afflusso della stampa sarà imponente vista l’attenzione intorno alla prima cittadina. Da qui l'indicazione, seppur in via volontaria, degli argomenti che si vorrebbero trattare.
Poi c'è la questione del numero di domande: due per testata non è granché ma, sempre per i portavoce della sindaca, visto il discreto numero di giornalisti che porrà domande, l'escamotage limitativo ha una sua funzione.
L’ordine dei giornalisti, cui i portavoce si sono rivolti per un parere tecnico, ovvero la liceità di limitare il numero di domande stante il rispetto del diritto di cronaca, ha sottolineato che «tutti i colleghi sono liberi di porre domande su temi e questioni che ogni collega ritiene più opportuno e che la richiesta (per chi lo vorrà) di anticipare gli argomenti (e non le domande) è stata fatta dal Comune soltanto per agevolare lo svolgimento della conferenza stampa, sia nei tempi che nella completezza delle risposte che verranno fornite ai cronisti presenti».
Ma la polemica infuria: «Se una cosa del genere arrivasse dall’altra parte politica apriti cielo». Rincara la dose la senatrice Fdi Susanna Campione: «Quanto accaduto a Genova con la richiesta ai giornalisti di avere in anticipo le domande da rivolgere a Silvia Salis è un fatto grave, soprattutto perché arriva da chi invoca continuamente trasparenza, pluralismo e libertà di informazione».