Il sondaggio
Regionali, il campo largo si avvicina al centrodestra ma senza De Luca nessuno può vincere
“Scateno” il candidato percepito «più efficace», dopo di lui La Vardera e Musumeci. Liste: FdI prima forza, Controcorrente supera il M5S e insidia il Pd, Sud chiama Nord ago della bilancia al 12%
Mentre ci si accapiglia, da una parte e dall’altra, per commentare i risultati dei ballottaggi (l’ultimo sigillo sulla sconfitta del centrodestra alle elezioni amministrative in Sicilia), c’è già chi si è portato avanti col lavoro. Puntando dritto alle Regionali. Come Cateno De Luca, che per un verso continua la sua strategia di “Figaro”, corroborata da un paio di incontri romani definiti «molto produttivi» (e in settimana dovrebbe essercene un altro, stavolta decisivo), e dall’altro “pesa” se stesso e il suo movimento Sud chiama Nord commissionando un sondaggio a Swg. Lo stesso istituto, fra i leader del mercato demoscopico nazionale, che qualche tempo fa realizzò un analogo studio per conto di Controcorrente, il movimento di Ismaele La Vardera.
Ovviamente si parte dalla corsa per Palazzo d’Orléans. Ma il primo parametro usato per raccogliere il trend fra gli elettori siciliani non è la propensione al voto, bensì la cosiddetta «efficacia percepita». Ovvero: la presunta capacità di ogni candidato «nel risolvere le criticità della Sicilia». Ed è proprio “Scateno” a prevalere con un 20% di chi su di lui ripone «molta» o «abbastanza» fiducia. «Il risultato - si legge nel report di Swg - è frutto della combinazione di un’elevata notorietà tra i siciliani e una buona efficacia percepita tra chi lo conosce». Staccato di appena due punti Ismaele La Vardera (18%), che si conferma fra i leader regionali più graditi. Il primo nome del centrodestra è quello del ministro Nello Musumeci (14%), che supera il suo successore a Palazzo d’Orléans: Renato Schifani (12%) registra il 12% di «efficacia percepita». Comunque il doppio del competitor interno più prestigioso, il vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè (6%) appaiato dall’eurodeputato del M5S, Giuseppe Antoci (6%). A stretto giro gli altri candidati sondati, tutti compresi fra il 5% (Peppe Provenzano e la 5stelle Barbara Floridia), il 4% (i leader regionali di Pd, Anthony Barbagallo, e M5S, Nuccio Di Paola), il 3% dell’europarlamentare forzista Marco Falcone e, infine, il 2% di Luca Sammartino, vicepresidente leghista della Regione, e di Gaetano Galvagno (FdI), presidente dell’Ars.

Se, come lui spera, De Luca fosse in campo da candidato presidente della Regione, vincerebbe di sicuro con il centrodestra (54%) e pareggerebbe (44%) in caso di corsa con il campo largo. Ma, visto che nessuno sembra volerlo schierare, questo per ora resta un gioco demoscopico da fare sotto l’ombrellone.


Molto più interessante, oltre che realistica, è invece la proiezione sugli orientamenti di voto alle liste per l’Ars. Se si votasse oggi, il centrodestra si confermerebbe la coalizione più forte, con il 45%: Fratelli d’Italia prima forza al 17,5%; Forza Italia in calo al 13,5%; Lega e Dc appaiate al 3,5%; Mpa-Grande Sicilia all’1%; sondato in questo contesto anche Futuro Nazionale di Vannacci, che all’Ars è stimato al 2,5%. Ma questi numeri non sarebbero sufficienti per avere la certezza di vincere le Regionali: il campo largo è accreditato di un robusto 40,5%: Pd battistrada con il 12%, avanti di un’incollatura su Controcorrente (11,5%) (quasi il doppio del sondaggio commissionato a Swg a maggio 2025), che sorpasserebbe il M5S (9,5%); al di sotto della soglia di sbarramento per entrare all’Ars tutte le altre forze, con Avs al 3% e Italia Viva e +Europa all’1%.

Fin qui i conti. Senza l’oste “Scateno”. Che, con il 12% attribuito da Swg a Sud chiama Nord, resta decisivo per far vincere (o perdere) l’uno o l’altro schieramento. Al movimento che ha commissionato il sondaggio, Swg dedica anche un flusso sull’evoluzione del voto: dal picco delle ultime Regionali (lista al 13,6%), il movimento di De Luca era precipitato al 7,7% siciliano delle Europee 2024; e anche le stime dei sondaggi, fra la metà e la fine 2025, lo davano all’8,5-9%. In questa rilevazione, però, ScN risale al 12%, quasi al livello dell’exploit del 2022 confermandosi «una delle principali forze politiche in Sicilia», scrive Swg nel report.

Quanto basta a “Figaro” De Luca per tornare alle «sedute spiritiche romane» con un papello in duplice copia: una per i leader del centrodestra, una per quelli del campo largo. Il contenuto, però, è lo stesso: «Vincete solo alleandovi con me». Sarà una questione di prezzo? Lo scopriremo molto presto.
NOTA METODOLOGICA. Sondaggio commissionato dal movimento Sud chiama Nord a Swg. L’indagine quantitativa è stata condotta mediante interviste online con metodo Cawi e telefoniche con metodo Cati-Cami su un campione di 1.500 soggetti maggiorenni residenti in Sicilia per area di residenza, sesso ed età. Le interviste sono state somministrate tra il 28 maggio e il 4 giugno 2026. Il margine d’errore statistico dei dati riportati è del 2,5% a un intervallo di confidenza del 95%