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L'INCHIESTA DI ROMA

Indagine sul progetto del Ponte, Pietro Ciucci: «Siamo sorpresi, la Stretto di Messina estranea ai fatti»

Ma le opposizioni attaccano e chiedono al governo di chiarire le zone d'ombra emerse attorno alla grande opera

09 Giugno 2026, 15:01

18:17

Indagine sul progetto del Ponte, Pietro Ciucci: «Siamo sorpresi, la Stretto di Messina estranea ai fatti»

L’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha commentato con fermezza le notizie di stampa sull’indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio legata al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.

«Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea. Confermiamo la massima disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto», ha dichiarato.

Ciucci ha inoltre ribadito l’impegno dell’azienda a operare con criteri di piena correttezza: «La società prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal governo, conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere, così come dettagliatamente definito dal DL “Commissarì” dell’11 marzo 2026».

Ma nonostante Ciucci abbia quindi provato a gettare acqua sul fuoco, le polemiche politiche sull'inchiesta sono già una valanga.

«Quanto emerge dall’inchiesta della Procura è di una gravità inaudita» secondo Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde. Bonelli sottolinea che «si parla di presunti tentativi di condizionare la decisione della Corte dei Conti sulla delibera Cipess relativa al Ponte sullo Stretto di Messina». E aggiunge che «Saccomanno, fino a poche settimane fa commissario della Lega in Calabria e membro del Cda della società Stretto di Messina, era stato rimosso da poche settimane. Non più tardi di tre settimane fa ho depositato alla Procura di Roma il sesto esposto integrativo sulle procedure adottate dal Governo, che a mio avviso violano le norme italiane ed europee in materia di appalti e ambiente. I nostri esposti servono per fare chiarezza considerato che il governo ha negato al sottoscritto atti e documenti trasmessi alla Corte dei Conti. Il Governo ha gestito tutto nella segretezza, arrivando a negare a un parlamentare gli atti intercorsi con la magistratura contabile».

Secondo Nicola Fratoianni, di Avs, «la cosa che colpisce, dalle prime notizie emerse, è che le indagini documenterebbero condotte dei tre indagati tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull'approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto». «Vedremo con attenzione gli sviluppi», ha aggiunto.

Per Anthony Barbagallo, capogruppo del Pd in commissione Trasporti alla Camera, «l'indagine della Procura di Roma per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio sul progetto del Ponte sullo Stretto scoperchia un pentolone di forzature e pesanti opacità che il Partito Democratico denuncia da mesi. Le perquisizioni del Ros a carico di figure chiave, tra cui un ex consigliere di amministrazione della società "Stretto di Messina Spa", confermano l’esistenza di zone d'ombra inquietanti attorno a quella che il ministro Salvini ha trasformato in una bandiera ideologica, ignorando deliberatamente i rischi e i pareri tecnici. Mentre i magistrati indagano con contestazioni gravissime su eventuali condizionamenti per l’esame di legittimità della Corte dei Conti sul progetto definitivo, assistiamo allo spettacolo indecoroso di una destra impegnata esclusivamente nella lottizzazione selvaggia e nella guerra per le poltrone».