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Le reazioni

Ponte sullo Stretto, Bonelli: "Indagine e contraddizioni su un progetto del 1997 che insiste su una faglia sismica"

Dopo la notizia dell'indagine che pone dubbi sulla realizzazione della grande opera, interviene il parlamentare dei Verdi

10 Giugno 2026, 10:13

10:20

Angelo Bonelli, Verdi

Angelo Bonelli, Verdi

«Stiamo parlando di un’opera il cui progetto, come emerge anche dalle carte della Società Stretto di Messina trasmesse alla Corte dei Conti, risale al 1997. Un progetto vecchio, che presenta criticità molto serie, già segnalate da diversi comitati scientifici. C'è un dato gravissimo: il pilone di Cannitello insiste su una faglia sismica attiva, come risulta dagli stessi documenti dell’Ispra e della Società Stretto di Messina. La domanda è semplice: perché non è stato riformulato un progetto alla luce delle nuove evidenze scientifiche, sismiche e ambientali?» Così Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo ad Agorà su Rai3, dopo la notizia dell'indagine per corruzione che ha coinvolto un magistrato della Corte dei conti, un imprenditore, e un ex membro del cda della Stretto di Messina.

«C'è poi un altro punto politico enorme. Quando Silvio Berlusconi propose la gara per realizzare il Ponte sullo Stretto, almeno prevedeva un project financing con il 60% dei costi a carico dei privati. Poi è arrivato Matteo Salvini e ha deciso che a pagare dovesse essere interamente lo Stato, cioè i cittadini italiani. Siamo di fronte a un’opera senza una nuova gara europea, con evidenti forzature sulle procedure ambientali e con numerose criticità ancora aperte. Da parlamentare ho chiesto a Palazzo Chigi la documentazione trasmessa alla Corte dei Conti e gli atti relativi alle interlocuzioni con l’Unione europea, ma mi sono stati negati. L’unica cosa certa, oggi, è che la Società Stretto di Messina è diventata una grande macchina mangiasoldi: 114 dipendenti, 21 dirigenti e una spesa per il personale di circa 6 milioni di euro, con stipendi che superano i 300mila euro e violano i tetti previsti. Mentre il Sud ha bisogno di sanità, ferrovie, scuole, sicurezza del territorio e infrastrutture vere, il governo continua a buttare miliardi in un’opera sbagliata».