Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
10 giugno 2026 - Aggiornato alle 18:53
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

politica

Trapani, palazzo Cavarretta sull'orlo: opposizione lancia la sfida per la decadenza di cinque consiglieri

L'opposizione tenta di ribaltare il risultato del 2023: cinque consiglieri rischiano di andare a casa, salvi due dell'opposizione

10 Giugno 2026, 15:33

15:40

Trapani, servizio Asacom: dopo la sentenza approvato atto per aumento ore

Palazzo Cavarretta l'opposizione ha dato la prima spinta per ribaltare l'esito elettorale del 2023, mostrando di avere i voti per "cacciare" fuori dall'aula consiglieri comunali legittimamente eletti. Manca la parola finale del Consiglio comunale, ma l'anticipazione di ciò che accadrà è venuto fuori dalla conferenza dei capigruppo di ieri (durata quattro ore) che nei fatti è stata una riunione ufficiosa del massimo consesso civico. Degli otto consiglieri proposti per la decadenza, cinque tutti della maggioranza, dovranno fare i conti con l'aula. E sono Giovanni Parisi, Angela Grignano, Andrea Genco, Marzia Patti, Vincenzo Guaiana. Una richiesta di decadenza è andata in archivio, riguarda Toto Braschi, per altri due consiglieri dell’opposizione - Giovanni Carpinteri e Claudia La Barbera - non verrà avanzata proposta di decadenza.

Si apre ufficialmente una seria crisi istituzionale, destinata a finire su altri tavoli. Anche giudiziari. «L’opposizione - dicono dalla maggioranza - ha calcato la mano forzando le regole statutarie e le norme previste dalla legge regionale, con la forza dei numeri, e non della ragione». «Si tratta di far rispettare lo Statuto» replicano dai banchi opposti.

Le proposte di decadenza (avanzate da un cittadino elettore, ma la spinta ha altri mandanti) sono legate alle tre oramai famose assenze dalle sedute straordinarie del 22 e 23 ottobre, e da quella ordinaria finita calendarizzata il 23 ottobre. Consiglio straordinario sulla querelle Amministrazione contro Antonini per l’uso del Pala Daidone. La maggioranza, che allora comprendeva pure il gruppo centrista con un documento politico motivò l’assenza non riconoscendo alcun titolo all'aula per discutere della rovente contrapposizione. L’opposizione ha deciso di non ritenere adeguata la giustificazione delle assenze. Parere opposto quello fornito dal segretario generale di Palazzo D'Alì, Giovanni Panepinto, apposta interpellato dal presidente Mazzeo che ha chiesto lumi anche al Dipartimento Autonomie Locali. Da Palermo hanno risposto sostenendo che l'unica titolarità a dar parere è del vertice apicale del Comune, quindi il segretario generale, e comunque nella lettera si è ricordato che a decidere sulle decadenze è il Consiglio comunale e che la norma non può essere usata come lotta politica. Il risultato di ieri è stato l'inverso.

Adesso Mazzeo dovrà convocare l’aula con all’ordine del giorno le proposte deliberative per la decadenze di cinque consiglieri. La riunione di ieri è un concreto anticipo di ciò che accadrà, ma non sono escluse sorprese. Intanto Braschi (gruppo Rigenerazioni-Oltre) parla di «abusi di potere, di lesione dei principi della legalità, di trasparenza, etica e morale calpestati». L'opposizione invece già brinda.