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11 giugno 2026 - Aggiornato alle 06:29
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Il Centrodestra

Schifani tentato di mollare. Ma Forza Italia, Lega e Dc fanno scudo sul governo

Il governatore tra amarezza e soccorso. FdI: «Se si cambia, anche noi pronti a proporre un nome». Dal dopo amministrative allo scenario delle prossime regionali. Minardo: «Si vota nel 2027 avanti fino a fine legislatura»

11 Giugno 2026, 05:40

Renato Schifani

Renato Schifani

Nelle ore più buie, un pezzo di maggioranza fa da scudo a Renato Schifani. La pioggia di accuse incrociate, dichiarazioni di “game over” interne alla coalizione, ricostruite dai giornali, avrebbero fortemente amareggiato ieri il presidente che ad alcuni interlocutori del centrodestra non avrebbe nemmeno escluso la tentazione di mollare tutto. A quel punto, i partiti sono intervenuti a difesa del governatore. Per il capogruppo della Dc all'Ars, Carmelo Pace, Schifani « ha il diritto e anche il dovere, con il sostegno di tutta la maggioranza, di concludere ordinatamente il mandato completando i cinque anni di governo, ma ai siciliani, in virtù dei risultati positivi dell'esecutivo, va proposto nel 2027, nel solco della continuità, un progetto politico che si riconosca nella stessa guida di questi anni ».

Gli altri puntano almeno alla fine della legislatura. Poi, si vedrà. E in caso di nuovo candidato, la partita è aperta, avvisa Fratelli d'Italia. Tradotto: non è detto che quella della successione a Schifani (ipotesi che, ovviamente, comprende anche il bis) sia una sfida tutta interna al partito azzurro, dove Giorgio Mulè si è già detto disponibile e Marco Falcone potrebbe ambire a proporsi.

Intanto, il centrodestra tira il fiato, in attesa di un vertice, nei prossimi giorni, che si preannuncia complicato. Mentre gli strascichi da un lato delle vicende giudiziarie, dall'altro delle liti politiche, hanno reso incandescente il clima interno che presto potrebbe nuovamente arroventarsi: all'Ars stanno arrivando le variazioni di bilancio. E più di qualche big vede in quel passaggio il vero spartiacque di questa legislatura. A fine mese, insomma, si capirà davvero se questa maggioranza è in grado di arrivare al traguardo. Ieri, il presidente della Regione e il presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno, hanno fatto il punto sui lavori, in vista di mesi politicamente complicatissimi.

Intanto, come detto, gli alleati gettano acqua sui bollori della coalizione: «Far immaginare una coalizione che sta amministrando bene la Sicilia, con un governo dai grandi risultati, come una maionese impazzita – ha detto il segretario regionale Nino Germanà - è un esercizio al quale non vogliamo partecipare. Così come mettere sullo stesso binario l'esito delle Amministrative con l’azione determinata del governo Schifani, è quanto di più sbagliato si possa fare per dare un’immagine distorta del centrodestra. Chi oggi vuole mandare tutto a carte quarantotto è un demolitore che rischia di passare alla storia recente come un comprimario e un politico poco illuminato». Un riferimento che sembra indirizzato a Raffaele Lombardo che pochi giorni fa ha parlato di «ex coalizione». Per il segretario leghista, la coalizione di centrodestra è «molto più forte del campo progressista, ma ciò talvolta per arroganza porta a fare errori. Ora è tempo di andare avanti con Schifani sino alla fine della legislatura».

Un incoraggiamento è arrivato anche dal commissario azzurro, Nino Minardo: «La legislatura scade nel 2027 e con il massimo rispetto per le opinioni di tutti – dice credo che i siciliani siano più interessati a sentir parlare del lavoro fatto al governo e di come affrontare criticità ed emergenze che impattano notevolmente sul vissuto quotidiano di tutti i cittadini. Forza Italia e tutto il centrodestra oggi devono dimostrare di continuare a governare bene, far conoscere le tante cose buone fatte dal governo regionale, per poter poi chiedere un giudizio agli elettori a fine legislatura. Schifani vada avanti».

Avanti con Schifani fino alla fine, quindi, senza cedere alle lusinghe delle elezioni anticipate. Ma dopo? «Se il candidato di centrodestra non dovesse essere Renato Schifani – dice il coordinatore in Sicilia di Fratelli d'Italia, Luca Sbardella, in un'intervista alla Tgr Rai Sicilia - non è scontato che il sostituto sia di Forza Italia. Anche Fratelli d’Italia ha uomini e donne pronti a scendere in campo per vincere le elezioni regionali». Un avviso ai naviganti. Per il dopo Schifani, se si vuole cambiare, in tanti vogliono giocarsi la propria partita.