il dibattito
Cinque tranchidiani verso la decadenza: cartellino rosso a Palazzo Cavarretta e consiglieri in procura
Dal c'eravamo tanto amati al divorzio con tanto di accuse il passo è stato veramente breve
Caso decadenze. La conferenza dei capigruppo a Palazzo Cavarretta ha alzato il cartellino rosso contro cinque consiglieri “tranchidiani”, ai quali è contestata l’ingiustificata triplice assenza dai lavori d’aula di ottobre: Genco, Grignano, Parisi, Guaiana (Vincenzo) e Patti. Se il voto in sede di conferenza, determinante l’opposizione, si ripetesse in Consiglio, sarebbero fuori. Un voto che però ha salvato due consiglieri, ex tranchidiani, Carpinteri e La Barbera. Per loro nessuna delibera andrà in aula.
Il primo ad alzare la voce è stato il sindaco Giacomo Tranchida. «Atto delinquenziale» ha detto alla testata Coretv.it: «C’è un mandante e un braccio armato per tenere in ostaggio il Consiglio comunale - ha detto - toccherà all’autorità giudiziaria accertare chi siano, alcuni consiglieri si sono rivolti già alla Procura. Io come sindaco chiederò alla Prefettura e all’assessorato alle Autonomie Locali di dare uno sguardo dalle parti di Palazzo Cavarretta».
La maggioranza attacca Mazzeo: «Ha perduto il principio di imparzialità. Per mandare in aula le delibere servivano 13 voti, ha ritenuto sufficienti 12 voti, calpestando le norme». «Il presidente Mazzeo - ha aggiunto Vincenzo Guaiana - si è reso protagonista di una farsa politica, facendo sprofondare il Consiglio in una grave crisi di credibilità».
In silenzio l’opposizione, tocca a Mazzeo difendersi: «Al solito - ci ha detto - il sindaco Tranchida fa affermazioni gravi, sproporzionate e prive di qualsiasi fondamento giuridico. Il Consiglio non è sotto scacco di alcuno, non può essere delegittimato ogni volta che assume decisioni non gradite all’Amministrazione». E sulle distinzioni operate? «Non sono frutto di favoritismi, per i cinque consiglieri interessati, le assenze risultavano motivate da ragioni di natura politica. E proprio su tale profilo la giurisprudenza amministrativa non è affatto univoca». Sugli esposti in Procura: «Non vi è alcun reato, non vi è alcuna condotta illecita».
Si è anche determinato un "giallo". Il capogruppo del "misto" Giuseppe Guaiana nella riunione dei capigruppo si è astenuto. Qualcuno, pronto, ha parlato di inciucio con Tranchida. «Il Gruppo Misto – ha sottolineato - è composto da consiglieri appartenenti a diverse sensibilità politiche, due consiglieri di maggioranza altrettanti di opposizione. Lascio le fantasie politiche agli altri ma come già comunicato io sono all'opposizione. La mia astensione è stata una scelta di rispetto del pluralismo che caratterizza il Gruppo Misto».